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di MF Dow-Jones News

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A Draghi vengono i dubbi sul debito della Grecia

26/06/2017 16:33

Moody's alza rating del Paese a Caa2 da Caa3, rivede l'outlook da stabile a positivo e i rendimenti toccano i minimi dal 2009. Ma per il presidente della Bce, le misure del Governo per ridurre l'indebitamento sono ancora insufficienti.

IIl rendimento del decennale greco tratta su livelli che non si vedevano dalla fine del 2009 dopo l'upgrade del rating del Paese ellenico da parte di Moody's di venerdì scorso.l costo di finanziamento dei titoli di Stato ellenici a scadenza decennale viaggia al 5,398%, sui minimi dal 2009. L'agenzia Moody's ha alzato il rating della Grecia a Caa2 dal precedente Caa3, e ha rivisto l'outlook da stabile a positivo.

La decisione è arrivata a seguito dell'approvazione del prestito di 8,5 miliardi di euro ad Atene come parte del programma di salvataggio del Paese, che dará al Governo maggiori possibilitá di ripagare il suo debito. Sono inoltre migliorate le condizioni fiscali e ci sono segnali di stabilizzazione dell'economia. L'outlook è stato inoltre rivisto in rialzo da stabile a positivo, e ciò implica che un altro miglioramento del rating è possibile. Attualmente, la valutazione del debito greco è 8 livelli inferiore all'investment grade.

"Oltre al fatto che tale programma permetterá alla Grecia di ripagare le sue scadenze di breve periodo, consideriamo che la conclusione della revisione del programma di aiuti sia un segnale positivo, poichè ha fatto in modo che il Governo greco implementasse delle importanti riforme", afferma l'agenzia. "La decisione di assegnare outlook positivo al Paese riflette la visione dell'agenzia sul fatto che sia piú probabile un buon esito del terzo programma di aiuti, e ciò fa aumentare le possibilitá di un ulteriore alleggerimento del debito", conclude Moody's.

A smorzare l'entusiasmo ci pensa però il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. La Bce ritiene infatti che dopo l'ultimo Eurogruppo siano stati compiuti passi in avanti nel percorso di garanzia della sostenibilitá del debito greco, ma "il livello dei dettagli sulle misure" per ridurre l'indebitamento "è ancora insufficiente" per valutare correttamente l'eventuale impatto positivo di tali azioni. "Di conseguenza persistono gravi timori sulla sostenibilitá del debito pubblico" del Paese ellenico.

In una lettera in risposta all'europarlamentare Nikolaos Chountis, Draghi spiega come nel caso della Grecia sia essenziale che alla politica monetaria debba seguire l'implementazione di una strategia che porti ad un rafforzamento dei bilanci delle banche. "Si tratta di un percorso importante verso una riduzione duratura del differenziale fra i tassi di prestito del Paese ellenico e quelli del resto dell'Eurozona, e ciò sosterrà l'espansione del credito per l'economia greca", ha concluso il banchiere centrale.

Due settimane fa i ministri delle Finanze dell'Unione valutaria, riuniti in Lussemburgo, si sono ritrovati su un compromesso che consente di completare positivamente la revisione del piano di aggiustamento ellenico e di procedere all'esborso di nuovi aiuti. Si è compiuto "un grande passo in avanti", ha affermato il presidente Jeroen Dijsselbloem al termine dei lavori. "C'è un accordo su tutti gli elementi. Ora proseguiremo con l'ultimo anno di supporto" e poi alla strategia di uscita dagli aiuti stessi.  Atene ha ottenuto subito il versamento di fondi per un ammontare piú consistente dei 7 miliardi di euro di cui aveva effettivamente bisogno. I partner europei le elargiranno infatti 8,5 miliardi. E questo permette anche di evitare uno stallo che avrebbe potuto far nuovamente precipitare il Paese in una crisi di liquiditá.

Tuttavia, anche in quell'occasione sono stati sollevati dubbi sul debito ellenico, in particolare dal Fondo monetario internazionale, non ancora in condizioni di giudicare formalmente "sostenibile" il debito del Paese. "Appena avremo chiarezza e potremo determinare la sostenibilitá potremo fare i pagamenti", ha infatti dichiarato a margine dei lavori dell'Eurogruppo la direttrice del Fmi, Christine Lagarde .

 





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