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di Francesca Gerosa - Milano Finanza

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A rischio 800 banche tedesche

20/04/2017 09:45

La Bce studia i rischi da un potenziale rialzo dei tassi. Per la Bundesbank potrebbero mettere a rischio il 50% degli istituti di credito tedeschi di medie-piccole dimensioni.

Allarme della Bundesbank. Tassi di interesse più elevati potrebbero mettere a rischio il 50% degli istituti di credito, circa 800 banche, secondo quanto annunciato da Andreas Dombret, consigliere della Banca centrale tedesca, in un'intervista a Boersenzeitung. Il semaforo di Francoforte su questi istituti è "sul giallo", ha avvertito Dombret, spiegando che la Bundesbank "tiene sotto osservazione queste banche perché sappiamo che, sul fronte dei rischi da variazioni di interesse, sono vulnerabili". Si tratta, comunque, prevalentemente di istituti di medie-piccole dimensioni che non coprono, quindi, una maggioranza degli asset di bilancio aggregati nel Paese e per ora non state accertate "vere e proprie carenze".

Di recente, Felix Hufeld, presidente dell'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari, Bafin, aveva parlato di circa 150-200 banche sotto osservazione per la stessa ragione su un totale di 1.500 istituti minori vigilati. La Bundesbank, ha aggiunto Dombret, ha avviato, assieme a Bafin, la terza indagine sulle conseguenze di bassi tassi di interesse sul sistema bancario, chiedendo agli istituti piani aggiornati per il periodo 2017-2021 in cinque diversi scenari di tassi di interesse.

Inoltre, vendono condotti stress test e richieste informazioni su impieghi nel settore immobiliare, copertura dei fondi pensione e andamento degli standard di concessione di credito. I commenti del consigliere della Banca centrale tedesca arrivano in scia all'annuncio della Bce a fine febbraio di un'analisi su come le banche siano sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. La Bce controlla direttamente circa 130 delle più grandi banche dell'Eurozona. E oggi Daniele Nouy, numero uno della vigilanza bancaria della Banca centrale europea, ha confermato che, in assenza quest'anno degli stress test da parte dell'Eba, "si è deciso di analizzare noi stessi i rischi" in caso di rialzo dei tassi d'interesse.

Non si tratterà di un'analisi meccanica, "ma strettamente focalizzata sui singoli istituti di credito", ha aggiunto Nouy in un'intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. "Vogliamo aggiungere una dimensione comparativa al lavoro che abbiamo fatto banca per banca, per dare a noi stessi alcuni punti di riferimento per tipi simili di istituti", ha concluso.

A livello di regolamentazione, Dombret ha detto che la Bundesbank intende presentare "a breve proposte concrete" su una serie di esenzioni dalla regolamentazione internazionale per gli istituti più piccoli, in particolare per le casse di risparmio e le popolari minori, creando una maggior differenziazione, a livello di rischi e di dimensioni, come già chiesto a inizio marzo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.

La Bce ha attualmente i tassi di interesse ai minimi storici ed è impegnata in un programma di acquisto di asset su larga scala che andrà avanti almeno fino alla fine dell'anno. L'Eurotower ha detto che non alzerà i tassi di interesse fino a quando non terminerà il programma di acquisto di asset. Tuttavia alcuni economisti si aspettano che inizi ad aumentare i tassi già da quest'anno.

In un report recente dedicato al comparto bancario europeo, ragionando sul possibile rialzo dei tassi di deposito, Credit Suisse ha sottolineato che le banche del Vecchio Continente potrebbero trarre maggiori benefici da un aumento dei tassi di deposito che dal tapering. Infatti, un incremento dei tassi di deposito sarebbe un segnale forte del fatto che la Bce sta agendo, cosa che andrebbe a ridurre la pressione sulla redditività delle banche. inoltre un tasso sui depositi più elevato ha un effetto immediato e diretto sui bilanci degli istituti di credito.





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