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di Valeria Santoro | Mf-DowJones News

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Abi: bene Commissione inchiesta, proverà efficienza Bankitalia

19/07/2017 16:12

Il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, Antonio Pautelli, si è detto pienamente favorevole alla Commissione di inchiesta istituita per fare chiarezza sul tema delle crisi bancarie. Gli accertamenti dimostreranno che le istituzioni italiane sono efficienti ed autorevoli

L'Abi vuole che si faccia piena luce sulle crisi bancarie. Per questo l'associazione è favorevole alla Commissione bicamerale di inchiesta che riuscirà a far emergere le vere complicità che hanno determinato le crisi di alcune banche e confermeranno l'efficienza delle Autorità nel gestirle.

Lo ha spiegato a margine dell'esecutivo Abi il presidente dell'Associazione, Antonio Patuelli, precisando che "io sono per la trasparenza e non per un freno all'accertamento anche delle complicità esterne e interne". La Commissione parlamentare di inchiesta sulle crisi bancarie, ha aggiunto, consentirà di conoscere "i termini effettivi delle vicende degli ultimi anni e di superare i triti e superficiali luoghi comuni. L'accertamento toglie il polverone".

Patuelli ha quindi sottolineato come "l'inchiesta non è sui banchieri, ma sulle crisi. La legge istitutiva e' tassativamente precisa". Secondo il presidente dell'Abi sarà questa delle complicità "una delle scoperte più rilevanti che emergeranno dalle inchieste della magistratura e dalla Commissione".

"L'inchiesta - ha messo in evidenza Patuelli - dimostrerà ai mercati internazionali che le istituzioni italiane sono più efficienti e autorevoli rispetto alla descrizione che in questi anni e' stata volgarmente fatta". "Le Autorità - ha aggiunto - si muovono con segreto d'ufficio", ma con la Commissione di inchiesta "Bankitalia avrà la possibilità, se richiesta, di fornire tutti i chiarimenti perchè non piú vincolata dal segreto".

Patuelli ha inoltre posto l'accento sul fatto che su 700 banche italiane, le crisi bancarie hanno riguardato una decina di istituti. In Italia inoltre le crisi non sono state più gravi o superiori a quelle che sono emerse negli altri Paesi Ue. La differenze rispetto a casi analoghi di altri Paesi è che in Italia le crisi sono scoppiate nel 2013, quando il quadro delle regole europee che impongono maggiori vincoli era già cambiato.

Guardando alla normativa Ue, il presidente dell'Abi ha affermato che le autorità europee devono stare attente a non ostacolare la ripresa economia con regole prudenziali troppo stringenti. "Tutte queste regole sono frutto di un'epoca in via di superamento, quella del massimo di recessione, regole pensate per i salvataggi delle banche. Va bene la prudenza - ha affermato - ma con la ripresa siamo in una fase diversa. Le molte Autorità europee devono concordare che la fase e' diversa e che misure prudenziali non devono essere soffocatrici di una più accentuata ripresa che va invece incoraggiata e sostenuta".

Parlando del ciclo economico italiano, Patuelli ha mostrato grande ottimismo su una possibile accelerazione del Pil nei prossimi trimestri. "Dopo l'estate - ha spiegato - gli incrementi del Prodotto saranno consuntivati superiori rispetto alle previsioni perché emergerà una forte spinta dei consumi". L'ottimismo di Patuelli non deriva dalle stime dell'ufficio studi dell'associazione, ma dalle sensazioni percepite nel suo territorio, la Romagna, anche detta "la California d'Italia".





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