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di EURACTIV.com e AFP | Traduzione di Francesco Chierchia

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'Adios Espana': grande manifestazione per l'indipendenza catalana prima del voto

12/09/2017 10:05

Ieri, a tre settimane dal referendum d'indipendenza bloccato da Madrid, centinaia di migliaia di catalani si sono riuniti per ribadire la volontà di separarsi dalla Spagna

Ieri un enorme corteo pieno di bandiere separatiste rosse, gialle e blu - e raffiguranti lo slogan "Adios Espana" - ha marciato verso il centro di Barcellona, confemando la volontà della regione catalana di separarsi dal resto del Paese.

"Se ci sarà grande mobilitazione, a Madrid non potranno fare nulla", ha affermato Jordi Calatayud, studente di economia di 21 anni, riferendosi al referendum per l'indipendenza previsto per il 1° ottobre. "I cittadini catalani - ha aggiunto - renderanno l'indipendenza possibile, se saremo in molti non potranno fermarci".

La polizia di Barcellona ha reso noto, tramite un tweet, che all'evento hanno partecipato circa un milione di persone; mentre una portavoce del governo centrale ha invece riferito che l'affluenza è stata approssimativamente di 350.000 cittadini.

"Che cosa dobbiamo fare ancora per chiarire che i cittadini vogliono votare?", ha detto durante il raduno il presidente del movimento indipendentista catalano, Carles Puigdemont. 

La manifestazione si è svolta durante lo stesso giorno della "Diada", la giornata nazionale della Catalogna, suscitando diverse critiche da parte dei non-indipendentisti, secondo cui una ricorrenza significativa per l'intera regione è stata monopolizzata dai separatisti.

Il primo ministro Mariano Rajoy, il cui governo conservatore è estremamente contrario al referendum, aveva auspicato che quella di ieri fosse "una Diama di libertà, convivenza e rispetto per tutti i catalani".

I dimostranti si sono disposti a forma di una gigante "X" nel centro della città, rappresentando il simbolo che i catalani scriveranno sulle schede durante il referendum.

Se dovesse vincere il "Si", le autorità regionale della Catalogna si sono impegnate a dichiarare l'indipendenza entro 48 ore, ed a istituire uno Stato sovrano.

Visto che il governo centrale spagnolo vorrebbe bloccare definitivamente il referendum, la manifestazione di ieri è sembrata voler essere un avvertimento a Madrid.

Rajoy ha più volte ribadito che il voto del 1° ottobre violerebbe la costituzione spagnola, in quanto solo le autorità centrali dispongono dei requisiti per poter richiedere un referendum. Tuttavia, dopo una battaglia legale, e dopo che la Corte costituzionale iberica ha sospeso l'iter referendario, il progetto è stato portato avanti autonomamente dal parlamento regionale della Catalogna.

In realtà la società catalana è profondamente divisa sull'indipendenza. Secondo un sondaggio condotto a luglio dal Catalan Centre of Opinion Studies, il 41,1% degli intervistati si è detto favorevole alla separazione, mentre il 49,9% l'ha respinta. Ma ad ogni modo, per il 70% dei cittadini un referendum è assolutamente necessario per risolvere la questione una volta per tutte.

La Catalogna, approssimativamente della stessa dimensione del Belgio, ha già una sua lingua, proprie abitudini, e gode di poteri esclusivi su questioni come l'istruzione e la sanità. La regione è anche tra i territori più ricchi del Paese, e proprio per questo, visti i problemi economici spagnoli, la vicenda dell'indipendenza ha assunto toni ancor più accesi.





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