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di Robert Hodgson | EURACTIV.com | Traduzione Miryam Magro

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Aie: domanda petrolio in Ue calerà del 2,2% fra il 2016 e il 2040

30/11/2017 16:44

Secondo il report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia la domanda globale di greggio crescerà dello 0,5% a/a nei prossimi decenni, tranne che in Ue e in Giappone.

Durante la presentazione del World Energy Outlook 2017 il direttore dell'Agenzia Internazinale dell'Energia, Fatih Birol, ha dichiarato che parlare di domanda di petrolio a Bruxelles non sia la cosa migliore da fare in questo momento, alludendo al fatto che dal 2015 il dibattito pubblico e privato è dominato dal tema della riduzione delle emissioni di CO2. 

Tuttavia, una caratteristica sorprendente del rapporto dell'Aie è la previsione, basata sulle attuali politiche e quelle proposte per il futuro, secondo la quale la domanda di petrolio nell'Unione europea scenderà, in media, del 2,2% a/a tra il 2016 e il 2040. Solo il Giappone è destinato a registrare un calo maggiore, del 2,3% a/a, mentre la contrazione della domanda prevista negli Stati Uniti è dell'1,1%. Per quanto riguarda il resto del mondo, il trend è previsto è al rialzo, portando la media globale ad un aumento dello 0,5% a/a per i prossimi due decenni e oltre.

La Commissione europea ha messo in atto questo mese il suo progetto sull'"energia pulita" con la prima rata del pacchetto"mobilità pulita", che ha proposto limiti più severi alle emissioni di auto e furgoni. Tuttavia, con delusione di molti, produttori di energia europei e ambientalisti, l piano non includeva una quota vincolante per i veicoli elettrici o a emissioni zero. Il commissario europeo per il clima e l'energia, Miguel Arias Cañete, ha persino ammesso che l'80% delle auto e dei furgoni europei monterà ancora un motore a combustione nel 2030.

I dati forniti dall'Eurostat mostrano che il greggio rimane la più grande fonte di energia, con i prodotti petroliferi che contribuiscono al 34,4% dell'energia consumata nel 2015.





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