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di Mf-DowJones News

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Alitalia: Delrio, no a ingresso Fs e nazionalizzazione

16/05/2017 17:16

No all'ingresso di Fs nel capitale di Alitalia e no alla nazionalizzazione dell'ex compagnia di bandiera. A dirlo è il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, nel corso di un'audizione al Senato

"Non ci sará la nazionalizzazione di Alitalia e non ci sará l'ingresso delle Ferrovie nel capitale della compagnia aerea", ha detto Delrio parlando della soluzione per risolvere la crisi di Alitalia sottolineando che "mi sembra irragionevole l'ingresso delle Ferrovie in Alitalia e altrettanto mi sembra irragionevole che lo Stato si mette a gestire un operatore aereo anche se importante", perchè "abbiamo tanti vettori che sviluppano la loro offerta su Alitalia e crediamo che il mercato sia in grado di offrire opportunitá all'azienda". Ferrovie, ha proseguito Delrio "sta appena incominciando ad andare bene sulla sua strada e ciascuno deve fare il proprio lavoro: sia Ferrovie e sia il Governo". Pertanto, "serve un azionista industriale - ha osservato il ministro - ed è mia opinione personale che per Alitalia servano investitori di medio-lungo periodo o operatori del settore". Quanto ai precedenti proprietari, il ministro ha continuato a difendere la scelta di Etihad, convinto che "aveva le carte per portare Alitalia fuori dal tunnel, ma forse ha sbagliato le strategie manageriali".

Entrando nel merito della crisi della compagnia, "Alitalia ha semplicemente sbagliato le strategie aziendali, o meglio, non ha messo in pratica le decisioni aziendali che aveva annunciato", ha spiegato il responsabile del Ministero delle Infrastrutture, sottolineando che "non esiste il tema che è a causa di strategie sbagliate sul turismo che Alitalia soffre, ma è perche non ci sono aerei sul medio e lungo raggio con una capienza adeguata, che danno un ricavo medio per passeggero comparabile alle compagnie di grandi dimensione internazionali. Abbiamo avuto discussioni molto crude con l'a.d. di Etihad- ha ricordato Delrio - perchè andava in giro a dire che il Governo italiano non investiva abbastanza per promuovere il turismo italiano nel mondo", ma "il problema che abbiamo è che non c'è offerta di voli verso l'Italia, non che non c'è domanda di turismo verso il nostro Paese".

Il problema di Alitalia, quindi, "sono gli aerei non abbastanza pieni che fanno languire i ricavi della compagnia aerea oggi nuovamente in cattive acque. Oltre ai costi di leasing e forniture dei carburanti, Alitalia ha soprattutto un problema di ricavi dovuto allo scarso load factor, appena il 76%, che provoca uno scarso ritorno, mentre, invece, il costo del lavoro è in linea con le altre compagnie europee", ha proseguito il ministro.

Delrio ha poi definito "ormai irrealistica" la soglia del 49% per la proprietá estera delle compagnie aeree precisando che con la Commissione europea "è in corso una discussione abbastanza avanzata" su questo limite azionario, che ha impedito a Etihad di oltrepassare la quota del 49% in Alitalia e che, stando così le cose, impedirebbe a una compagnia al di fuori dell'Unione Europea di acquisire la maggioranza del capitale della compagnia italiana.

Quanto al processo di vendita della compagnia, il cui bando sará validato domani sera dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, Delrio si è poi detto "sicuro" sul fatto che ci saranno saranno offerte di "potenziali acquirenti che continuano a credere, come lo credo io, Alitalia un marchio con grandi potenzialitá e grandi possibilitá di sviluppo". Tuttavia, "resto convinto che anche adesso, con i commissari giá al lavoro, la vera operazione che va fatta è quella di non frazionare Alitalia e di mantenere l'unitarietá aziendale", ha precisato Delrio spiegando che "a giorni verrá pubblicato il bando per la manifestazione di interesse". Delrio ha poi precisato quali saranno le fasi successive alla pubblicazione del bando sottolineando che "entro giugno verrá fatta la selezione delle manifestazioni di interesse, poi per la metá agosto quella delle proposte non vincolanti ed entro la fine di settembre di quelle vincolanti".





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