EurActive.it

Home > News > Ambiente: i biocarburanti non sono tutti uguali

di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

Facebook Twitter Linkedin
Ambiente: i biocarburanti non sono tutti uguali

30/06/2017 15:02

Il comitato per l'Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo ha inviato alla Commissione un parere sulla strategie Ue per la Low Emission Mobility. In particolare, la richiesta avanzata a Bruxelles è quella di valorizzare i biocarburanti sostenibili nel panorama energetico comunitario

Come parte della Renewable Energy Directive (Red), la Commissione europea ha proposto di ridurre l'uso di biocarburanti convenzionali nel settore dei trasporti da un massimo del 7% nel 2021 al 3,8% nel 2030.

Inoltre, Bruxelles ha istituito l'obbligo di aumentare le quote d'uso di "combustibili a basse emissioni" (energia elettrica da fonti rinnovabili e biocarburanti avanzati) nel settore dei trasporti al 6,8%.

Bas Eickhout, eurodeputato del gruppo dei Verdi e relatore del progetto del comitato Envi, ha annunciato che il parere sarà trasmesso alla commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia (Itre), principale responsabile della valutazione. "Ci interessa solo che l'Ue sia a favore delle fonti rinnovabili", ha sottolineato il politico olandese.

Nel dettaglio, il comitato Envi vorrebbe parametri più severi di quelli già proposti nella Red, e ribadisce la necessità di operare una riduzione graduale dei cosiddetti biocarburanti di prima generazione entro il 2030. In questo modo potrebbe realmente avviarsi la decarbonizzare del settore trasporti.

L'invito formulato alla Commissione Ue punta anche a differenziare i biocarburanti "crop-based" (cioè quelli a base di colture), ed a favorire i combustibili a basso rilascio di gas ad effetto serra.

Eickhout ha successivamente criticato la proposta avanzata dalla Commissione ed ha suggerito l'introduzione di maggiori criteri di sostenibilità. "La proposta della Commissione è molto grezza [...] non distingue i biocarburanti 'buoni' da quelli 'nocivi'. Credo che in questa situazione ci sia bisogno di introdurre criteri di sostenibilità", ha dichiarato.

La differenziazione dei biocarburanti in base a criteri di sostenibilità è sempre stata richiesta dall'industria dell'etanolo.

Per l'European Renewable Ethanol Association (ePure) il comitato ha lanciato un segnale chiaro. "L'Ue dovrebbe concentrarsi sulla graduale eliminazione dei combustibili fossili e dei biocarburanti che promuovono la deforestazione (come l'olio di palma), ma non dovrebbe sacrificare i biocarburanti europei prodotti in modo sostenibile, e che presentano basse emissioni di gas serra ed un basso tasso di 'indirect land-use change' (Iluc)", ha sottolineato ePure.

Emmanuel Desplechin, segretario generale della ePure, ha ribadito poi che l'Europa ha bisogno di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili per il trasporto. "Con la proposta della Commissione - ha spiegato - nel 2030 i trasporti Ue sarebbero ancora dipendenti per il 90% dal petrolio. C'è una strada migliore che può essere percorsa. I membri del comitato Envi dovrebbero trasformare i loro pareri in una vera e propria azione legislativa, una 'Red 2', in grado di promuovere i biocarburanti migliori come l'etanolo", ha concluso Desplechin.

L'organizzazione BirdLife Europe, ad esempio, sostiene che l'industria dei biocarburanti in Europa sia oramai "un'auto assetata di colture", in quanto utilizza più della metà della produzione Ue di colza.

Per Sini Erajaa, responsabile BirdLife per le politiche bioenergetiche Ue, la proposta della Commissione provocherebbe un'espansione della produzione di oli a base vegetale e di grano, innescando una forte deforestazione. L'organizzazione ritiene quindi il progetto Ue insufficiente, e suggerisce al contrario l'imposizione di un divieto assoluto dell'uso di biocarburanti a base di colture.

"E' giunto il momento per l'Ue di indirizzare i propri sforzi verso altre soluzioni come l'elettrificazione del settore dei trasporti, il risparmio energetico e le energie eoliche e solari", ha ribadito Erajaa.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154