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di Frédéric Simon - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Ambiente: Ue punta a ridurre emissioni del 100% entro il 2050

22/09/2017 12:31

Per la Commissione l'attuale obbiettivo che impone una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'80% entro la metà del secolo non è sufficiente. Secondo quanto si apprende da fonti esclusive di EURACTIV.com, Bruxelles è al lavoro per una tabella di marcia anti-inquinamento ancora più "green"

Non è trascorso nemmeno un anno da quando Bruxelles ha presentanto il primo pacchetto di norme in materia di energia pulita, ma nonostante questo (viste le elezioni Ue del 2019) i funzionari sono già impegnati nella redazione di un nuovo documento che indirizzerà le politiche energetiche e climatiche del blocco negli anni a venire.

"Centrare l'obiettivo di Parigi, e cioè contenere il cambiamento climatico ben al di sotto dei 2 °C, richiede un'azione audace, che comprende anche il raggiungimento della neutralità climatica già in questo secolo", ha dichiarato una fonte coinvolta nell'aggiornamento della "EU’s 2050 low-carbon economy roadmap" (ovvero la tabella di marcia che definisce i processi per la riduzione delle emissioni in un'ottica economicamente sostenibile).

"Si tratta di un qualcosa che va oltre i semplici obbiettivi quantitativi", ha riferito a EURACTIV la fonte, spiegando che "ottenere gli obiettivi di lungo termine significa favorire già da oggi la trasformazione verso una società a basse emissioni,  evitando uno shock dell'attuale status quo".

Nelle ultime settimane, diversi esponenti dell'industria energetica che hanno incontrato Miguel Arias Canete, Commissario europeo per l'azione per il Clima e l'Energia, hanno confermato che l'esecutivo Ue sta per lanciare una consultazione pubblica al fine di aggiornare la tabella di marcia sulle emissioni.

"Le nuove disposizioni che l'Unione sta mettendo a punto affinchè possa essere raggiunto il traguardo delle emissioni zero entro il 2050 sono molto gradite. E' necessario che i politici mettano in atto programmi che diano alle imprese le certezze di cui hanno bisogno per investire e adattarsi" ai nuovi contesti ambientali, ha dichiarato Jill Duggan, direttore del Prince of Wales's Corporate Leaders Group, ha dichiarato.

Pubblicata per la prima volta nel 2011, la roadmap europea prevede ora la riduzione di almeno l'80% delle emissioni complessive del blocco entro metà secolo, anche se in realtà all'interno del documento non sono contenuti obiettivi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri.

La tabella di marcia "è stata un passo importante effettuato nel 2011, che ha permesso all'Ue una pianificazione di lungo termine", ha dichiarato un'altra fonte coinvolta nella revisione del documento. "Ma sappiamo anche che adesso è giunto il momento di aggiornare e rafforzare questa eredità", ha aggiunto.

L'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) si è espresso affinchè i Paesi sviluppati possano ridurre le emissioni (in blocco) del 80-95% entro il 2050, così da mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 °C.

Tuttavia, secondo diversi scienziati le linee definite nell'ambito dell'accordo di Parigi potrebbero rivelarsi presto non sufficienti. Pur raggiungendo le percentuali d'emissioni previste dall'accordo, il pianeta subirebbe comunque un riscaldamento compreso tra 2,3-3,5 °C entro il 2100. Decisamente troppo.

"Per limitare il riscaldamento globale in maniera concreta dobbiamo azzerare le emissioni di CO2 e ridurre le emissioni di gas a effetto serra", ha sottolineato Malte Meinshausen, professore di Scienze della Terra all'Università di Melbourne.

"Se vogliamo passare a un'economia a zero emissioni entro il 2050, allora dobbiamo iniziare a effettuare oggi investimenti a zero emissioni. Il tempo è poco, e la trasformazione degli investimenti richiede anni", ha proseguito Meinshausen.

"La Commissione sta attualmente lavorando alla roadmap ed è in corso lo studio di uno schema analitico da poter applicare", ha dichiarato infine la fonte, sottolineando che Bruxelles sta contemporaneamente portando avanti "un'analisi approfondita delle trasformazioni economiche, sociali e ambientali necessarie al processo, così da poter avere una panoramica chiara delle future trasformazioni".





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