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di Simonetta Scarane - ItaliaOggi

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Auto elettriche solo per i ricchi

03/11/2017 11:01

La Norvegia, dove sono il 29%, ha un Pil per abitante doppio rispetto alla media Ue. Anche se è la Cina a restare il primo mercato al mondo

A ben guardare, l'auto elettrica è un lusso riservato ai paesi ricchi.

In testa alla classifica dei campioni delle vetture pulite c'è la Norvegia, con una quota del 29% (29 vetture elettriche vendute ogni 100 auto), ma anche un pil per abitante di 64 mila euro, quasi doppio rispetto alla media europea. A seguire, secondo i dati di Acea (l'associazione dei costruttori europei di automobili), si piazzano, con un notevole scarto, i Paesi Bassi, con una quota di vetture verdi del 6% e un pil per abitante di 40,900 euro. Al terzo posto c'è la Svezia, con il 3,6% e un pil per abitante di 46.600 euro, più alto rispetto a quello dei Paesi Bassi. Al quarto posto figura la Svizzera, dove la quota di mercato coperta dai veicoli alimentati a batterie è soltanto del 2%, nonostante la ricchezza degli abitanti della Confederazione elvetica sia di 72.500 euro ciascuno, superiore a quello della Norvegia, campione della mobilità verde. In Belgio la percentuale di abbassa all'1,7%. Sei paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Finlandia, Portogallo) si attestano fra lo 0,5% e l'1,5%. Gli altri sono prossimi allo zero quanto a percentuale di vendite di auto elettriche. 

Comunque sia il quartetto di testa della classifica Acea è costituito dai paesi più ricchi del Vecchio Continente, anche se non è valida l'equazione: più sono ricchi più comprano auto elettriche, che restano ancora costose. I costruttori di auto hanno spiegato che la percentuale di immatricolazioni di vetture elettriche oltrepassa l'1% soltanto nei paesi dove la ricchezza per abitante supera i 30 mila euro. Diversamente, dove il pil per abitante è inferiore a 17 mila euro (e rientrano in questo range i nuovi paesi membri dell'Europa centrale e orientale, oltre alla Grecia) il mercato dell'auto elettrica è quasi inesistente.

Le vendite dei veicoli elettrici, su scala mondiale, hanno preso quota grazie alla Cina, che è diventata il primo mercato per i veicoli a energia pulita. Norvegia e Svizzera si sono dimostrate piazze dinamiche, con l'aumento del 42,6% delle vendite di veicoli a batterie nei primi sei mesi dell'anno, a 46.709 unità. Ma, nel periodo in questione, a fare la parte del leone è stata la Germania, con l'aumento più elevato, registrato nella Ue, di vendite di auto elettriche: + 134%. Diverse, invece, le performance in Francia (+9,9%) e nel regno Unito (+46%). Tuttavia, la quota dei veicoli puramente elettrici, non ibridi, resta alquanto debole, malgrado la crescita attuale: nei primi sei mesi dell'anno si è attestata all'1,2% in Europa, secondo quanto ha riportato Le Figaro, con disparità accentuate fra un paese e l'altro.

C'è da dire anche che un altro fattore per il successo delle vendite delle auto elettriche, e di quelle ibride, che richiedono un portafoglio mediamente elevato, sono gli incentivi attivati dai vari paesi. Un elemento che, ancora una volta, è legato alla ricchezza di ogni singolo paese.

In Norvegia, chi compra un auto elettrica non paga le tasse sull'importazione, può transitare nelle corsie preferenziali riservate ai bus, ed è esentato dai pedaggi. Aiuti che fanno discutere, tanto che è allo studio la possibilità di introdurre una tassa Tesla. I provvedimenti messi in campo dallo Stato norvegese per incentivare l'acquisto di auto elettriche non sono, però, sufficienti a produrre lo stesso effetto positivo sulle vendite negli altri paesi Ue, secondo Acea, perchè la ricchezza dei singoli abitanti è inferiore a quella dei norvegesi.





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