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di Luciano Mondellini - Milano Finanza

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Auto, in Germania volano stracci

25/07/2017 09:34

Dieselgate dopo le rivelazioni di Der Spiegel su un cartello tra le case tedesche. Bmw nega il coinvolgimento sostenendo di utilizzare, a differenza di altri produttori, componenti per trattare le emissioni. Volkswagen indice una seduta del cds. Mentre con Bruxelles resta alta la tensione

Il caso dieselgate non smette di avere conseguenze e dopo le rivelazioni di Der Spiegel nel weekend secondo cui le case tedesche avrebbero costituito un cartello per stabilire i prezzi dei sistemi di trattamento delle emissioni da diesel e la conseguente apertura di una indagine Ue, ieri è stato un giorno molto caldo in tutta la Germania.

In mattinata Bmw ha respinto l’accusa di intese segrete e collusione con le case automobilistiche rivali riguardo alle emissioni dei motori diesel e ha negato di avere manipolato i test sulle emissioni o violato le norme previste. La casa bavarese ha dichiarato che, a differenza dei concorrenti, si è impegnata di più per garantire il rispetto dei requisiti previsti per i motori diesel, spiegando che utilizza il fluido AdBlue per neutralizzare gli inquinanti e un sistema che memorizza le emissioni di ossido di azoto.

Per questo, Monaco ha detto di non ritenere necessario richiamare o aggiornare i suoi ultimi veicoli diesel, mentre offre un aggiornamento volontario sui vecchi modelli Euro 5. «Siamo in competizione per fornire i migliori sistemi di trattamento dei gas di scarico», ha dichiarato Bmw in una nota sottolineando che «a differenza di altri produttori, i veicoli diesel Bmw utilizzano una combinazione di vari componenti per trattare le emissioni di scarico» e «soddisfano tutte le esigenze legali in materia di emissioni».

Ben diverso quanto è stato deciso qualche centinaio di chilometri più a nord, nella Wolfsburg sede centrale del colosso Volkswagen. Il consiglio di sorveglianza del gruppo ha infatti indetto una seduta straordinaria. Il portavoce di Vw ha spiegato che il presidente del consiglio di sorveglianza, Hans Dieter Poetsch, sullo sfondo dell’attuale situazione, ha convocato appunto un consiglio straordinario.

Nessuna indicazione sull’ordine del giorno. L’incontro era stato richiesto nel fine settimana dal consiglio di fabbrica della casa di Wolfsburg e dal Land della Bassa Sassonia, uno dei principali azionisti del costruttore tedesco, a seguito delle indiscrezioni di Der Spiegel. La società guidata dall’ad Matthias Mueller, d’altronde, è sinora stata quella più colpita dallo scandalo emissioni ed è quindi logico attendersi dal consiglio bdi domani qualcosa di importante. Anche perché, almeno a parole, la tensione tra Bruxelles e Berlino non sembra scemare.

«È fondamentale per tutti i soggetti del settore auto, consumatori, industria e Stati membri, fare il loro lavoro e assumersi i propri obblighi», ha spiegato ieri il portavoce della Commissione Ue commentando il nuovo scandalo. «Nell’ambito delle sue competenze la Ue si assicurerà che tutti i pezzi del puzzle, dalle emissioni alla protezione dei consumatori, dal mercato interno alla concorrenza, siano affrontati in modo coerente e che sia assicurato l’obiettivo di creare standard migliori per i consumatori», ha aggiunto il portavoce.





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