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di Andrea Brenta - ItaliaOggi

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Auto, la Brexit frena le vendite

09/08/2017 09:16

Nel Regno Unito a luglio le immatricolazioni di veicoli nuovi sono calate del 9,3%. Intanto il mercato europeo continua a registrare progressi

Il Regno Unito è diventato il grande malato del mercato automobilistico europeo.

In luglio le immatricolazioni di auto nuove sono crollate del 9,3% a 161.991 veicoli, secondo l'Associazione britannica dei costruttori e venditori di auto (Society of Motor Manufacturers & Traders, Smmt). Si tratta del quarto calo consecutivo, che si traduce in un ribasso, dall'inizio dell'anno, del 2,2% a 1,56 milioni di veicoli. Una situazione decisamente atipica, dal momento che le immatricolazioni europee aumentano globalmente del 4,7% a fine giugno.

Secondo Mike Hawes, direttore generale del Smmt, la causa del severo rallentamento è da ricercare innanzitutto nelle «incertezze relative ai piani del governo per migliorare la qualità dell'aria». L'esecutivo guidato da Theresa May ha infatti annunciato nelle scorse settimane l'intenzione di mettere al bando i motori termici entro il 2040.

In particolare, le speculazioni sulle reali intenzioni del governo per quanto riguarda i motori diesel hanno fatto crollare le vendite di questo tipo di auto: nel solo mese di luglio il calo è stato del 20,1%. E dall'inizio dell'anno il ribasso si attesta all'11%.

Hawes però chiama in causa anche la Brexit. Per il momento l'uscita del Regno Unito dall'Ue non è ancora una realtà. I negoziati tra il governo britannico e i rappresentanti europei sono appena cominciati. Tuttavia le incertezze sull'avvenire dell'economia britannica sono forti e dissuadono numerosi consumatori dall'effettuare i propri acquisti, specie se importanti come nel caso di un'auto.

Questo è vero soprattutto per le aziende. In luglio queste ultime hanno acquistato il 10,1% in meno di auto rispetto a un anno fa. Un dato tanto più preoccupante in quanto le imprese nel Regno Unito hanno un peso decisamente importante (58%) nell'acquisto di auto nuove.

Per questo Hawes invita il governo a «mettere in opera rapidamente le misure concrete relative alla Brexit», che egli ritiene responsabile «della perdita di fiducia da parte dei consumatori e delle imprese». Secondo il direttore generale del Smmt, la battuta d'arresto è tanto più inquietante in quanto comincia a essere evidente anche a livello della produzione di auto, che in giugno è arretrata del 13,7%. Per l'insieme dell'anno il calo resta limitato al -2,9%, ma la tendenza è chiaramente sfavorevole. Le incertezze legate alla Brexit fanno temere una pausa degli investimenti dei costruttori nelle loro fabbriche, condizione indispensabile per mantenere il dinamismo registrato negli ultimi anni.

Il mondo degli affari britannico conferma dunque, una volta di più, i propri timori sulle conseguenze della Brexit.





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