EurActive.it

Home > News > Auto Ue a rischio multe milionarie

di Luciano Mondellini - MF

Facebook Twitter Linkedin
Auto Ue a rischio multe milionarie

27/09/2017 10:19

Studio di Pa consulting rivela che gran parte delle case è in ritardo sui target ecologici. Salve Toyota, Volvo e Renault, in linea con obiettivo emissione 95 grammi CO2 a km entro il 2021.

Le maggiori case automobilistiche mondiali, inclusa Fca, dovranno correre presto ai ripari se non vogliono dover pagare multe milionarie all'Unione europea per aver mancato gli obiettivi imposti da Bruxelles in tema di emissioni. E' quanto emerge da un report pubblicato dalla società di consulenza londinese Pa Consulting, specializzata su temi tecnologici. La ricerca ricorda infatti che la Ue ha stabilito che dal 2021 le auto circolanti in Europa non dovranno generare oltre 95 grammi di anidride carbonica per chilometro.

Chi non dovesse centrare questo obiettivo pagherebbe una sanzione di 95 euro per ogni grammo sorpa la soglia e questa cifra dovrà essere moltiplicata per ogni auto oltre i limiti immatricolata nel 2020. In questo quadro la casa di consulenza britannica è andata a misurare come si stanno comportando le maggiori case automobilistiche operanti in Europa a quattro anni dalla scadenza sulla base della produzione ora circolante sulle strade e stimando quale sarà la situazione nel 2021.

Ne è emerso che al momento soltanto Volvo, Toyota, Renault, Nissan e Hyunday-Kia sarebbero in grado di centrare l'obiettivo soglia nel 2021, mentre la gran parte delle case non risucirebbe a farcela. Fca per esempio è stimata a un livello di 101 grammi per chilometro. Volkswagen a 100, Daimler a 102. Questa situazione, secondo quanto ha calcolato il sito Automotive News sulla base del numero dei modelli venduti, lascia ipotizzare che Volkswagen potrebbe rischiare di dover pagare una cifra di poco inferiore agli 1,4 mld, per Fca la sanzioen potrebbe aggirarsi sui 950 mln e sui 780 mln  per Pisa-Opel. Scendendo in questa ipotetica graduatoria, ci sono poi Bmw (430 mln), Ford (307 mln) e Daimler (162 mln). 

E' evidente che si tratta di una fotografia del settore attuale proiettata di qui a quattro anni e in questo lasso di tempo molte cose potranno cambiare. Molte case per esempio hanno già annunciato una svolta verso l'elettrico e l'ibrido e nel caso di Fca l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha già reso noto che nei prossimi mesi del 2018 il Lingotto lancerà il nuovo piano quadriennale, dal quale potrebbero emergere novità sul tema. Pertanto è bene attendere prima di tirare conclusione definitive.

Resta il fatto, hanno spiegato da Pa Consulting, che stante la situazione attuale saranno ben poche le case che riusciranno a mettere le cose apposto per il 2021. Tra queste, secondo la casa di consulenza londinese, Fca è uno tra i candidati più probabili a mancare l'obiettivo. "Il successo del brand Jeep con vetture che hanno un alto tasso di emissioni e la mancanza di una strategia alternativa ha fatto aumentare negli ultimi cinque anni il tasso di Co2 della casa italo-statunitense di tre volte", si legge nel report. Inoltre, continua la nota, FCa non ha posto molta enfasi nell'abbracciare la svolta elettrica.

Non da ultimo, c'è un ulteriore elemento da considerare nel caso una società non dovesse centrare i target Ue. In un mondo che va sempre più verso l'efficienza energetica, nonc entrare gli obiettivi avrà anche un ritorno pessimo in termini di immagine, hanno spiegato dalla casa di consulenza britannica. Lo scandalo Dieselgate, infatti, ha gettato sull'intero comparto un'ombra che ben difficilmente potrà dissolversi nel breve termine e pertanto anche dettagli di questo genere potranno essere importanti nella scelta di acquisire un veicolo oppure no.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154