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di Milano Finanza

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Banche, Francoforte nuovo hub?

21/07/2017 10:55

La capitale finanziaria tedesca favorita per accogliere gli istituti in uscita da Londra. Può contare sulla forza lavoro estremamente qualificata che parla correntemente inglese, un costo della vita ragionevole e un contesto politico ed economico stabile. La reazione di Milano e Parigi

Francoforte, la capitale finanziaria della Germania è in netto vantaggio nella corsa per attrarre le banche in previsione dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Il principale punto di forza? La stabilità. Da Nomura e Sumitomo Mitsui Financial Group fino a Citigroup, molti colossi del settore stanno spostando parte del business a Francoforte nell’eventualità che il Regno Unito sia escluso dal mercato unico una volta lasciata la Ue, il che impedirebbe alle banche basate a Londra di servire i clienti in tutto il continente, venendo meno i cosiddetti passporting rights.

Dopo il referendum del giugno 2016, molte capitali europee hanno iniziato a mobilitarsi per fare la corte alle grandi istituzioni finanziarie. Negli incontri con le autorità di regolamentazione e ai cocktail con i rappresentanti delle banche in visita, questi Paesi hanno cercato di guadagnare punti. La Francia ha promesso riforme finalizzate a ridurre il costo del lavoro. L’Italia ipotizza di modificare le politiche fiscali perché siano meno gravose per i banchieri e gli altri professionisti. L’autorità spagnola per la regolamentazione dei mercati sta tentando di rendere Madrid più internazionale assumendo la lingua inglese nella revisione delle comunicazioni emesse dall’agenzia. Ma è l’approccio più discreto di Francoforte a ottenere maggiori riscontri.

«La stabilità è ciò che tutte le banche stanno cercando e, a questo proposito, la Germania, con la propria situazione economico-politica, vince», ha dichiarato un banchiere di un istituto che sta provvedendo al trasferimento di alcune business unit a Francoforte. Detmar Loff, socio dello studio legale Ashurst, che assiste le banche nelle decisioni strategiche in ambito Brexit, ricorda anche i punti forti di una forza lavoro altamente qualificata che parla inglese, costi ragionevoli e un ambiente normativo affidabile tra i motivi che spiegano il successo iniziale della città tedesca. Inoltre, Francoforte ospita la sede della Bce, che spesso si trova a convocare i banchieri. La vicinanza, dicono, semplificherebbe questa relazione.

Parigi, che molti hanno propagandato come importante alternativa, paga l’incertezza politica che ha investito questa tornata elettorale. Emmanuel Macron sta intensificando gli sforzi volti a portare le imprese nella capitale, ma per il momento si è assicurato solo una grande banca. Hsbc trasferirà circa 1.000 posti di lavoro in Francia, dove è già presente nel retail.

È troppo presto per dire quante finanziarie - e persone - convergeranno verso la città tedesca di 730 mila anime, che si addormenta nei fine settimana, quando molti expat tornano a casa mentre gli altri si ritirano nei quartieri residenziali situati sulle colline circostanti. Sumitomo Mitsui Financial, Nomura e Daiwa Securities Group hanno reso nota l’istituzione di filiali nel Paese, ma non hanno pubblicato alcuna cifra. Secondo una fonte vicina al dossier, Citigroup sta progettando di fare di Francoforte il proprio hub di intermediazione finanziaria al di fuori di Londra con l’aggiunta di circa 150 posizioni all’attività già costituita. Sempre secondo fonti qualificate, Morgan Stanley è sul punto di scegliere Francoforte come base all’interno del blocco. Ma anche Citigroup e Morgan Stanley dovrebbero spostare alcune posizioni in altre capitali, tra cui Parigi e Dublino.

Frankfurt Main Finance, il gruppo incaricato della promozione per il centro finanziario, stima che nei prossimi sei anni la città attrarrà oltre 10 mila posizioni lavorative a causa della Brexit, da sommare alle 75 mila esistenti. E resta una frazione rispetto alle oltre 700 mila persone che lavorano nei servizi finanziari a Londra. L’associazione punta sui tanti uffici di ottima qualità e affitti più bassi rispetto a Parigi e Dublino, tra i motivi per cui le banche dovrebbero spostarsi. Nell’opuscolo promozionale si vanta anche della lega calcio locale, della presenza di campi da golf nelle vicinanze ed «eventi unici, quali le Giornate della Cultura della Bce». l direttore esecutivo Hubertus Väth ha effettivamente riconosciuto la modesta reputazione di Francoforte. «In fin dei conti viviamo in un mondo di pregiudizi», ha commentato. «Ma siamo anche in una posizione in cui è estremamente facile sorprendere in positivo».





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