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di Mf-DowJones News

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BEI: Italia prima in Ue per quote piano Juncker (5,1 mld)

25/05/2017 10:38

Il vice presidente della Bei Scannapieco promuove il piano di investimenti di Bruxelles. Grazie all'effetto moltiplicatore in Italia si sono registrati 32,1 miliardi di euro di investimenti, ed altre operazioni sono in fase di definizione. Tra queste un'operazione di 2 miliardi per la ricostruzione del Centro-Sud

In Italia "in questi ultimi due anni abbiamo finanziato 82 operazioni che valgono 5,1 miliardi di euro e che hanno innescato investimenti per 32,1 miliardi. Siamo il Paese che piú ha beneficiato del piano Juncker, insieme alla Francia".

Lo ha dichiarato il vice presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Dario Scannapieco, in un'intervista a La Stampa, sottolineando che nel suo complesso il piano di aiuti "da quando è partito nel 2015 ha approvato 37 miliardi di euro di prestiti della Bei a sostegno di investimenti per 194 miliardi, praticamente il 62% dell'intero programma".

Entrando nel dettaglio, Scannapieco afferma che le risorse destinate all'Italia sono state investite in diversi settori. "Il primo intervento è stato il prestito da 100 milioni di euro al gruppo dell'acciaio Arvedi per sostenere il suo piano di sviluppo. Abbiamo poi destinato 1,5 miliardi al piano Scuola, che serviranno a sostenere 4.000 interventi negli edifici scolastici di tutte le Regioni", ha spiegato, mentre alcuni fondi verranno utilizzati durante la prossima estate per il perfezionamento "di un prestito da 2 miliardi per ricostruire nel Centro Italia gli edifici pubblici e privati colpiti dal terremoto".

Per il vice presidente la Bei è stata "molto attiva" anche sul fronte delle piccole e medie imprese: "negli ultimi anni abbiamo sostenuto 97.000 Pmi". "Nei prossimi mesi finanzieremo con 800 milioni 150 progetti contro il dissesto idrogeologico in tutta Italia, di cui 12 in Piemonte da 85 milioni. Dal 2009 a oggi inoltre abbiamo finanziato con 2,4 miliardi la ricerca e sviluppo di Fiat Chrysler in Italia e all'estero", ha aggiunto.

Alla domanda se la Bei abbia intenzione di finanziare un ipotetico progetto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, il dirigente conferma che "se qualcuno presentasse la richiesta saremmo pronti a valutare l'opera e decidere se concedere il prestito. Ma finora non si è presentato nessuno".

Infine, sul delicato tema dei rapporti di lavoro tra istituzioni internazionali e la Repubblica Italiana, Scannapieco si eprime denunciando un "impoverimento della pubblica amministrazione, soprattutto a livello regionale", e che sarebbe una delle cause principali del problema.

"I tempi ed i costi della P.a. italiana rimangono incerti. Per migliorare la situazione occorre rafforzare le competenze tecniche dei dirigenti, anche rinunciando ai tetti agli stipendi, ci vogliono persone capaci", ha affermato.

Inoltre, "servirebbe consolidare le Authority, come quella dell'Energia e dei Trasporti, e potenziare la Corte dei Conti, prevedendo l'ingresso di una squadra di economisti che potrebbe contribuire a migliorare costi e tempi della nostra burocrazia", ha concluso Scannapieco.





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