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di James Crisp | EurActiv.com

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Biocarburanti avanzati, a rischio il primato Ue

12/10/2016 10:00

Secondo un gruppo di organizzazioni non governative e industrie, l'Unione europea rischia di perdere il proprio vantaggio sui biocarburanti di seconda generazione

Gli investimenti in biocarburanti avanzati sono fermi a causa della mancanza di forti segnali di mercato da parte della Commissione europea e della politica in generale. Le aperture di impianti di produzione sono in stadio avanzato negli Stati Uniti e in Brasile, mentre progetti simili nel Regno Unito e Finlandia sono fermi da due anni. Prima del 2014 impianti di questo tipo sono stati avviati in Italia, Finlandia e Danimarca.

I biocarburanti avanzati sono realizzati con materiali non alimentari, come i residui dell'agricoltura e o i rifiuti urbani. A differenza di quelli di prima generazione, quindi, non comportano lo sfruttamento di superfici che potrebbero essere destinate alla coltivazione di prodotti per l'alimentazione umana o animale. 

"L'Europa rischia di perdere la sua posizione competitiva rispetto all'innovazione dei carburanti nei trasporti a basso tenore di carbonio", ha affermato Chris Malins dell'International Council on Clean Transportation. "Dopo che diversi progetti promettenti su scala commerciale sono stati bloccati negli ultimi anni", ha osservato l'attivista, "gli investimenti sono rallentati fino ad attestarsi in battuta d'arresto in Europa sulla scia dell'incertezza politica". 

Il tema potrebbe essere affrontato, secondo l'associazione, attraverso l'implementazione, nel prossimo regolamento sul clima dell'Ue per il 2020-2030, di obiettivi vincolanti per l'uso dei carburanti alternativi di seconda generazione. In particolare la Commissione prevede di proporre una revisione della direttiva sulle energie rinnovabili il 7 dicembre nel quadro della strategia dell'Unione per l'energia, il progetto per combattere i cambiamenti climatici e ridurre la dipendenza del blocco europeo dalle importazioni di energia.

"La fiducia a lungo termine è necessario per stimolare gli investimenti", ha osservato Jonathan Murray dell'associazione Low Carbon Vehicle Partnership. Le aziende, che rappresentano la maggior parte dell'industria europea, attivisti, associazioni e studiosi europei hanno pubblicato oggi una relazione sui vantaggi tecnici, economici e ambientali legati allo sviluppo della prossima generazione di combustibili a basso impatto di di carbonio. 

 





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