EurActive.it

Home > News > Biocarburanti, è bagarre in Commissione Ue

di Paola Tamma-Euractiv.com | Traduzione di Miryam Magro

Facebook Twitter Linkedin
Biocarburanti, è bagarre in Commissione Ue

07/09/2017 16:21

Il dietro front dell'Europa su produzione e utilizzo avrà forti implicazioni sull'agricoltura e aumenta rischi importazione mangimi per animali gm da Paesi del terzo mondo

In occasione di un evento tenutosi presso il Parlamento europeo, il deputato Christofer Fjellner (EPP) ha insistito sul fatto che la proposta dell'esecutivo sui biocarburanti post-2020 non si basi su prove scientifiche. Il progetto RED II (Direttiva sulle energie rinnovabili) della Commissione introduce un limite sul contributo dei biocarburanti convenzionali per il trasporto da un massimo del 7% nel 2021 al 3,8% nel 2030, prevedendo inoltre l'obbligo di aumentare la quota di utilizzo di altri "combustibili a basse emissioni" come l'elettricità rinnovabile e quella dei biocarburanti avanzati nei trasporti al 6,8%.

Il primo RED aveva come obiettivo quello di alimentare il 10% del trasporto attraverso biocarburanti in ogni Stato membro entro il 2020, incoraggiando gli investimenti nel settore come energia rinnovabile del futuro. L'opposizione all'utilizzo di biocarburanti è nata dal rischio di trasformare i terreni agricoli, da fonti alimentari a combustibili, a danno della sicurezza alimentare, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Questo dibattito fra "alimentare e combustibile" ha convinto la Commissione europea a rivedere il suo impegno nei confronti dei biocarburanti di prima generazione. L'Ethanol Industry afferma che la proposta dell'esecutivo è discutibile, poiché molti biocarburanti di prima generazione, come l'etanolo, non sono risultati dannosi per l'ambiente e non creano conflitti tra la produzione di cibo e di carburante.

L'esecutivo dell'Unione europea ha tuttavia ammesso che la sua decisione di eliminare i biocarburanti di prima generazione è stata effettivamente basata sul sentiment dell'opinione pubblica e non da prove scientifiche, provocando una forte reazione da parte dell'industria e degli agricoltori.

Il consiglio di vigilanza sulla regolamentazione (RSB), incaricato di assicurare che l'UE basi le proprie politiche su prove scientifiche, ha respinto due volte la valutazione d'impatto della Commissione riguardo al RED II. Ma l'esecutivo dell'UE ha ignorato l'opinione di RBS e ha proseguito con la legislazione. Lo scorso anno, Marie Donnelly, ex direttore di Renewables, Research, and Energy Efficiency nella Dg Energia della Commissione, ha dichiarato a EURACTIV.com: "Non possiamo essere guidati solo da modelli economici e da teorie scientifiche, dobbiamo essere molto sensibili alla realtà e alle preoccupazioni dei cittadini,  anche se a volte possono essere emotive piuttosto che basate sui fatti o scientifiche ".

Il parlamentare europeo Fjellner, membro della commissione per il commercio internazionale, ha sottolineato che la Commissione ha creato instabilità nel mercato e scoraggiato gli investitori a sostenere la produzione di energia sostenibile. "C'è un punto in cui il tuo desiderio di rendere più ecologici i biocarburanti renderà troppo costoso e troppo difficile portarli sul mercato e ciò rischierebbe di fare dei combustibili fossili i veri vincitori", ha affermato il debutato europeo. Fjellner ha affermato inoltre che la produzione di mangimi per animali in Europa ha il vantaggio di ridurre le importazioni di alimenti per animali geneticamente modificati provenienti da Argentina e Stati Uniti, oltre quello di favorire la produttività dei terreni abbandonati in Europa e di rafforzare l'occupazione nelle zone rurali.

L'industria del bioetanolo sostiene di aver creato 50.000 posti di lavoro da quando l'UE ha introdotto la politica sui biocarburanti, mentre il settore biodiesel ne rivendica 220.000 in più. Il membro del parlamento europeo, Marijana Petir ha dichiarato di non voler spingere per la creazione di un obiettivo vincolante per ogni Stato membro, poichè sarebbe una misura troppo rigida e non terrebbe conto dei diversi livelli di tutti gli Stati membri.

Fjellern ha concluso affermando che per scongiurare il rischio di togliere terreni alla produzione alimentare, i Paesi membri dell'Unione dovrebbero formulare criteri appropriati e sostenibli, puntualizzando però che non esiste un approccio unico per tutti.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154