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di EURACTIV.com e AFP | Traduzione di Francesco Chierchia

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Brasile ed Ue propongono revisione sovvenzioni agricole

18/07/2017 10:21

Ieri l'Unione europea ed il Brasile hanno proposto all'Organizzazione mondiale del Commercio una riforma nella distribuzione delle sovvenzioni agricole al fine di aiutare la crescita delle economie emergenti

L'Europa e il Brasile sono due dei maggiori produttori agricoli mondiali. Ieri, in vista della riunione dell'Omc di Buenos Aires in programma a dicembre, i rappresentanti dei due blocchi hanno presentato una proposta per esonerare i Paesi in via di sviluppo dai limiti al ricevimento di sovvenzioni.

"Insieme al Brasile e ad altri Paesi stiamo dimostrando il nostro impegno per l'impostazione di un sistema commerciale globale basato su determinate regole", ha dichiarato il commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmstrom.

Per Phil Hogan, commissario per l'Agricoltura, "questa proposta dovrebbe invogliare altri membri dell'Omc a seguire il nostro esempio nel tentativo di assicurare condizioni eque per tutti gli agricoltori nei mercati locali, regionali e mondiali".

Secondo il piano, i Paesi meno sviluppati dovrebbero essere esonerati da ogni limite al ricevimento di sovvenzioni, così da consentire il maggior sviluppo possibile del loro settore agricolo. Inoltre, data l'importanza del cotone in molti dei Paesi in via di sviluppo, Ue e Brasile hanno affrontato anche il tema della distorsione di quello specifico mercato di riferimento.

La Commissione ha reso noto che la Colombia, il Perù e l'Uruguay hanno già approvato l'iniziativa, mentre Bruxelles sta attualemente studiando i margini per una possibile riforma della politica agricola comune (Pac) che distribuisce importanti sussidi agli agricoltori dell'Unione. 

Con un budget annuo di 60 miliardi di euro nei 28 paesi Ue, la Pac è la più cara tra le politiche comunitarie. In più, al termine del processo Brexit, il blocco dovrà far fronte ad un buco di 10 miliardi di euro nel bilancio annuale Ue di 150 miliardi, e nessuno Stato membro sembra disposto a contribuire per risolvere il problema.

La riforma del commercio e del mercato agricolo è chiamata a svolgere un ruolo centrale nell'attuazione di molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) approvati dalle Nazioni Unite nell'autunno 2015.





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