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di EURACTIV.com with Reuters | Traduzione di Miryam Magro

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Brexit: 20 mesi per definire accordo

17/07/2017 10:06

David Davis, capo negoziatore della G.B., apre primo round di incontri di 4 giorni con rappresentante Ue, Michel Barnier, a Bruxelles. Su patto commerciale, atteso nel 2019 inizio fase transizione

Un mese dopo la prima riunione fra i rappresentanti di Bruxelles e Londra per la Brexit, Michel Barnier, capo negoziatore Ue, spinge affinchè David Davis, capo Brexit per la Gran Bretagna, accetti un accordo in cui il Regno Unito si dica pronto a rispettare i suoi impegni finanziari con l'Unione e ad offrire maggiori dettagli sulle sue proposte. Sono 20 i mesi a disposizione per stabilire i termini del divorzio prima che la Gran Bretagna abbandoni dfinitivamente l'Ue, e gli altri 27 leader nazionali dell'Unione vogliono che il primo ministro britannico, Theresa May, porti rapidamente la sua nazione ormai divisa dentro un piano chiaro e dettagliato che possa ridurre al minimo i disagi economici e sociali per tutta l'Europa. 

"Il mese scorso è stato un buon inizio, e questa settimana  entreremo nel vivo", ha dichiarato Davis prima della riunione con la sua contro parte dell'Ue, aggiungendo che "proteggere i diritti di tutti i nostri cittadini è la priorità per me in vista di questo meeting ed è qualcosa su cui dobbiamo fare progressi reali". Il mese scorso il suo ufficio ha definito quella inglese come un'offerta "giusta e seria", anche se Barnier l'ha respinta in quanto non rispondente alla richiesta dell'Ue che i suoi 3 milioni di cittadini in Gran Bretagna mantengano tutti i propri diritti esistenti e si avvalgono dei tribunali comunitari per far valere questi diritti anche dopo la Brexit. I negoziatori si divideranno in gruppi, discutendo quattro aree chiave delle priorità prima di riferire le proprie posizioni durante una conferenza stampa in programma per giovedì 20 luglio. I gruppi di lavoro si concentreranno su tre settori: i diritti dei cittadini; la richiesta dell'Unione europea affinchè la Gran Bretagna paghi circa 60 miliardi di euro per coprire gli impegni di bilancio; e altre tematiche sconnesse alle precedenti, come ad esempio il futuro dei prodotti britannici in vendita nei negozi europei dopo l'uscita del Paese dall'Unione.

Un quarto giro di colloqui, guidati dai rispettivi vice di Davis e Barnier, Oliver Robbins e Sabine Weyand, si concentrerà sul contenimento dei problemi in Irlanda del Nord, una volta che un nuovo confine del territorio Ue separerà la provincia britannica dall'Unione europea. Dovrà infatti essere fatta chiarezza anche sulle future relazioni commerciali fra i Paesi. I funzionari dell'Ue sperano di compiere questa settimana un passo importante sulla questione del pagamento  che pesa su Londra dei propri oneri finanziari nei confronti dell'Unione, anche se una stima precisa dell'ammontare potra essere fatta solo dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione. Sono previste altre tre settimane di negoziazioni a partire da fine agosto, fino a inizio ottobre. A quel punto, Barnier spera di poter dimostrare "progressi significativi" sulle priorità del divorzio per i leader dell'Ue e ricevere così un mandato per avviare i negoziati su un futuro accordo di libero scambio con il Regno Unito. Bruxelles ha accettato che i colloqui comemrciali inizino nonostante i dettagli sui termini del divorzio non saranno stati ancora definiti.

Due ministri del Governo May hanno dichiarato di aspettarsi che nel 2019 inizi una  fase di transizione  per facilitare il passaggio dalla piena adesione all'Ue a un patto di libero scambio.





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