EurActive.it

Home > News > Brexit: Barnier bacchetta Londra, serve chiarezza

di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

Facebook Twitter Linkedin
Brexit: Barnier bacchetta Londra, serve chiarezza

12/07/2017 16:55

Non si placano i botta e risposta tra l'Ue e la Gran Bretagna sui termini del divorzio. Oggi il responsabile europeo per trattative Brexit ha ammonito il governo britannico invitandolo a chiarire le proprie intenzioni ed a riconoscere gli obblighi finanziari verso Bruxelles

L'Unione europea non è disposta a scendere a compromessi nei negoziati Brexit con il Regno Unito.

A due giorni dal 'no' dell'Europarlamento alla proposta britannica sui diritti dei cittadini Ue oltremanica, oggi il capo negoziatore Brexit dell'Unione, Michel Barnier, ha ribadito le posizioni di Bruxelles, sottolineando gli obblighi a cui Downing Street non può sottrarsi.

"Finora noi abbiamo pubblicato nove documenti sulle varie questioni del divorzio. Le posizioni della Ue sono chiare, ora abbiamo bisogno di conoscere la posizione del Regno Unito su ognuno di questi temi per poter fare dei progressi. Per negoziare in modo efficace dobbiamo sapere su quali punti ci troviamo d'accordo e su quali divergiamo", ha dichiarato Barnier in conferenza stampa. "Il mio obiettivo - ha spiegato - è fare dei buoni progressi la prossima settimana e durante la sessione di agosto. Non possiamo restare con le mani in mano, perchè il tempo passa".

Per il responsabile Brexit è di fondamentale importanza che Londra si decida a rispettatare i vincoli finanziari verso Bruxelles. "E' indispensabile che la Gran Bretagna riconosca l'esistenza degli obblighi finanziari che derivano dal periodo in cui ha fatto parte dell'Unione europea, in particolare per quanto riguarda il nostro quadro finanziario pluriennale", ha sottolineato Barnier, aggiungendo che "a quel punto potremo iniziare un lavoro metodologico per arrivare ad un accordo in questa prima fase negoziale".

Rispondendo al ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, che ieri aveva invitato l'Ue "a farsi un giro" sulla questione degli obblighi economici, Barnier ha evidenziato che le cifre richieste dal blocco non rappresentano "nè un ricatto nè una fattura di uscita o una rivincita. Non chiediamo al Regno Unito di pagare un euro o una sterlina in più rispetto a ciò per cui si è impegnato".

Ritornando poi sulla questione dei diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito, il commissario ha fatto presente che "esistono differenze piuttosto numerose" tra la posizione dell'Unione e quella del Regno Unito. "Per esempio - ha chiarito - noi vogliamo che i cittadini europei che si trovano in Gran Bretagna abbiano gli stessi diritti dei cittadini inglesi che vivono nella Ue. Attualmente la posizione del Regno Unito non consente questa reciprocitá, perchè sottomette i cittadini europei al diritto britannico che impone restrizioni, come ad esempio sul ricongiungimento familiare".

"Vogliamo che i diritti dei cittadini interessati possano essere invocati direttamente sulla base dell'accordo di recesso, mentre il Regno Unito vuole iscrivere i diritti dei cittadini Ue nel diritto britannico, che potrebbe cambiare nel tempo e non garantirli piú", ha precisato. Secondo l'Unione, poi, "la Corte di Giustizia europea deve essere il garante ultimo di questi diritti, e se Londra si opponesse questo creerebbe incertezze sull'applicazione efficace dei diritti".

I tre temi prioritari nei negoziati sulla Brexit (e cioè diritti dei cittadini, obblighi finanziari e confini con l'Irlanda) "sono di una tale importanza che è fondamentale essere sicuri che siamo sulla stessa linea politica prima di creare soluzioni di carattere tecnico", ha proseguito Barnier, secondo cui "questi argomenti prioritari sono tre punti inseparabili. Progressi su uno o due argomenti non sarebbero sufficienti per passare al dibattito sul nostro futuro rapporto con la Gran Bretagna".

Un altro tema di discussione, che coinvolge non solo Londra ma anche tutti gli altri membri Ue, riguarda il trasferimento dalla capitale britannica dell'Ema (Agenzia europea del Farmaco) e dell'Eba (Autorità bancaria europea). Sul punto il responsabile Ue è stato chiaro: "Ci vorranno due anni per trasferire queste agenzie operativamente ed in buone condizioni", ha affermato, chiarendo che la questione "non fa parte del mio mandato negoziale, è una conseguenza della decisione del Regno Unito di uscire dalla Ue, ma non fa parte del negoziato. Juncker ha avuto modo di confermare la disponibilitá della Commissione per un lavoro di valutazione tecnica delle candidature. Ce ne sono molte, e la decisione va presa dai vertici dei 27 Paesi partendo da tutti gli elementi tecnici che avranno a disposizione prima di fine anno".

Secondo alcune fonti comunitarie, visto il clima di tensione tra le parti, se il governo di Theresa May non dovesse riconoscere gli obblighi finanziari da rispettare, l'Unione europea potrebbe decidere di "rompere" i negoziati la settimana prossima.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2019 Partita IVA 08931350154