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di James Crisp | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Brexit, Gran Bretagna cede presidenza di turno Ue

20/07/2016 16:05

Il primo ministro Theresa May ha sottolineato che il suo governo sarà "molto occupato con i negoziati per abbandonare la Ue" per assumere la guida semestrale dell'Ue nel luglio 2017

La Gran Bretagna, come annunciato oggi (20 luglio) dal premier Theresa May, non assumerà più la presidenza semetrale dell’Ue come previsto per il prossimo anno. May ha informato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, della sua decisione in un colloquio telefonico dove ha fatto presente come il suo governo sarà “molto impegnato con le negoziazioni per lasciare l’Ue”, secondo quanto riferito da un portavoce.

Donald Tusk ha accolto con favore la nuova decisione che permetterà al più presto al Consiglio dell'Unione europea di trovare un'alternativa. L’ex premier polacco ha anche rassicurato il primo ministro britannico rispetto a quello che ha definito "divorzio di velluto".

Ma a Bruxelles c’è chi si chiede davvero se la giustificazione adottata del primo ministro non vada presa con le pinze visto che sono state in realtà le autorità europee a spingere la Gran Bretagna a rinunciare alla presidenza semestrale immediatamente dopo i risultati del referendum.  In effetti, quando David Cameron era ancora in carica, i diplomatici europei avevano già condiviso con la stampa l'aspettativa di un passo indietro del Regno Unito. In particolare, in base alle informazioni ottenute da Euractiv.com, alcuni leader europei avevano paura che Londra potesse usare l'irrisolto caso della presidenza Ue per contrattare condizioni migliore di "divorzio".

Allo stesso tempo, nella giornata odierna, fonti diplomatiche hanno smentito che la decisione sia il risultato della pressione delle istituzioni Ue nei confronti del paese. "Tutti si aspettavano che la Gran Bretagna annunciasse molto prima la propria rinuncia alla presidenza, non ora", ha spiegato un diplomatico che ha aggiunto come la tempistica della decisione permette comunque di trovare uno Stato membro sostituto che possa organizzarsi in tempo.

La Slovacchia presiede attualmente la presidenza fino al 31 dicembre, data in cui sarà succeduta da Malta. La Gran Bretagna, invece, avrebbe dovuto guidare l'Unione dal 1 luglio al 31 dicembre 2017, seguita dall’Estonia. Al momento l’Ungheria sta premendo per prendere il posto del Regno Unito anche se sembra che ci sia anche il Belgio tra i papabili, come confermato dal portavoce del ministro degli Esteri del paese, Didier Vanderhasselt.

In ogni caso al momento resta irrisolta ancora la questione dell'articolo 50 dei Trattati Ue che disciplina il processo legale per l'uscita di un paese membro. I leader europei, infatti, stanno cercando di mettere pressione al governo britannico per dare avvio alla procedura il prima possibile. Particolarmente ferma la posizione della Commissione europea che non intende procedere alle negoziazioni senza la notifica dell’attivazione dell'articolo.

Una fonte di Downing Street ha però affermato: "il primo ministro ha spiegato che abbiamo bisogno di prepararci prima adeguatamente per le negoziazioni prima di appellarci all'articolo 50. Donal Tusk ha rassicurato il primo ministro che aiuterà a rendere il processo il più scorrevole possibile".  

May, che ha comunque affermato: "Brexit significa Brexit", ha in calendario un incontro con il cancelliere Angela Merkel e con il presidente François Hollande domani per pianificare un piano d'azione per l'uscita del paese.

 





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