EurActive.it

Home > News > Brexit: Londra e Bruxelles più vicine ma manca ancora accordo

di Francesco Chierchia | MF-Dow Jones News

Facebook Twitter Linkedin
Brexit: Londra e Bruxelles più vicine ma manca ancora accordo

04/12/2017 17:44

Passi avanti di Unione europea e Regno Unito verso il via libera alla prima fase delle trattative di divorzio. Ad accelerare il confronto è stato un compromesso raggiunto sulla questione dei confini irlandesi. Per l'intesa definitiva, però, le parti dovranno continuare a lavorare

Le trattative sulla Brexit tra Londra e Bruxelles sembrano andare gradualmente verso un esito positivo ma, "nonostante i nostri migliori sforzi e i significativi progressi fatti nei giorni scorsi, oggi non è stato possibile raggiungere un completo accordo".

E' questo il messaggio lanciato dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, durante una conferenza stampa al termine dell'incontro con la premier britannica, Theresa May. "Abbiamo avuto un incontro costruttivo - ha spiegato Juncker - May difende le ragioni della Gran Bretagna con tutte le energie che possiede e noi facciamo lo stesso dal lato della Ue". Ora, ha proseguito il presidente della Commissione, "servono ulteriori consultazioni, siamo pronti a riprendere i negoziati nel corso della settimana. Oggi abbiamo avvicinato le nostre posizioni in modo enorme". "Non è un fallimento - ha concluso - sono molto fiducioso sulla possibilità di fare sufficienti progressi nel corso di questa settimana, prima del Consiglio europeo del 15 dicembre".

A confermare i passi avanti compiuti è stata poi la stessa May. "Ci rivedremo prima della fine della settimana, anche io sono fiduciosa in una conclusione positiva" delle trattative sulla Brexit, ha dichiarato la premier, confermando come quello con Juncker sia stato "un incontro costruttivo. Entrambe le parti hanno lavorato molto e sono stati fatti molti progressi. Su diversi temi c'è una visione comune, è chiaro che vogliamo andare avanti insieme, su un paio di temi restano delle divergenze che richiedono altri negoziati e consultazioni".

Secondo diverse indiscrezioni, l'intesa tra le parti sembra essersi avvicinata nel pomeriggio grazie a un compromesso su uno dei tre punti principali dei negoziati: il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda. May avrebbe infatti concesso uno status speciale per l'Irlanda del Nord per evitare il ritorno di una frontiera fisica con un "allineamento" in termini di regolamentazione al mercato unico e all'unione doganale dell'Ue.

Tuttavia, appena la notizia si è diffusa tra i principali media britannici non sono mancate le proteste. Le prime critiche sono arrivate da Arlene Foster, leader del partito unionista Dup, secondo cui "l'Irlanda del Nord deve lasciare l'Unione europea alle stesse condizioni del resto del Regno Unito. Non accetteremo alcuna forma di divergenza normativa che separa l'Irlanda del Nord, dal punto di vista economico o politico, dal resto della Gran Bretagna".

Poco più tardi, sulla questione è intervenuto anche la premier scozzese, Nicola Sturgeon, rivendicando per il suo Paese lo stesso status accordato da Londra all'Irlanda del Nord. "Se una parte del Regno Unito può mantenere un allineamento in termini di regolamentazione con l'Ue e di fatto restare nel mercato unico (cosa che è la giusta soluzione per l'Irlanda del Nord) sicuramente non ci sono ragioni pratiche perchè altri non possano" fare altrettanto, ha scritto su Twitter.

Infine, la stessa posizione è stata adottata dal primo ministro del Galles, Carwyn Jones. "Non possiamo permettere a parti diverse del Regno Unito di essere trattate in modo più favorevole di altre", ha affermato in un tweet, sottolineando che "se a una parte del Regno Unito viene concessa la partecipazione continua al Mercato unico e all'unione doganale, allora ci aspettiamo che venga fatta la stessa offerta anche al Galles".





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154