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di Peter Walker - The Guardian | EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Brexit: Paesi Ue potranno continuare a pescare in acque britanniche

04/08/2017 10:02

Il ministro dell'Ambiente, Michael Gove, ha riferito ad alcuni dirigenti dell'industria ittica danese che le imbarcazioni dei Paesi europei potranno continuare a pescare nelle acque del Regno Unito anche dopo la Brexit. A dare la notizia è il Guardian, partner di EURACTIV, spiegando che secondo il ministro Londra "non dispone della capacità di catturare e lavorare tutti i pesci delle acque britanniche"

Libero accesso alle acque britanniche per i pescherecci Ue, anche dopo la Brexit. Sarebbe questa la posizione espressa dal ministro dell'Ambiente, Michael Gove, in un incontro con i rappresentanti del settore ittico di Copenaghen.

La notizia ha suscitato immediatamente forti critiche da parte dei liberal-democratici e del SNP, secondo cui sul tema Londra avrebbe le idee molto confuse. 

Solo a luglio, infatti, Gove aveva dichiarato che la Gran Bretagna "avrebbe ripreso il controllo" delle sue attività marittime, allontanandosi dalla politica comune europea sulla pesca (CFP), che consente agli Stati membri di pescare tra le 12 e le 200 miglia nautiche dalla costa britannica.

Gove aveva inoltre annunciato il ritiro del Regno Unito dalla Convenzione sulla pesca di Londra, firmata prima che il Paese aderisse all'Ue, e che consente ai pescherecci di Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania, Irlanda e Paesi Bassi di operare tra le 6 e le 12 miglia marine dalle reciproche coste.

Tuttavia, il Dipartimento per l'Ambiente, l'Alimentazione e gli Affari rurali (Defra) ha affermato che l'intenzione è sempre stata quella di consentire ad altre nazioni di accedere alle acque territoriali britanniche dopo la Brexit.

Durante l'incontro con gli esponenti delle aziende ittiche danesi, Gove ha dichiarato che il Regno Unito "non dispone della capacità di catturare e lavorare tutti i pesci delle acque britanniche", e che quindi ai pescherecci provenienti da nazioni Ue sarà consentito navigare e pescare nelle acque britanniche

"È un annuncio logico, ma è tanto positivo quanto sorprendente che questo arrivi così presto durante il processo di negoziazione", ha detto il capo dell'Associazione dei Pescatori danesi, Niels Wichmann, che ha partecipato alla riunione.

Wichmann ha poi svelato che Gove non ha chiarito se i pescherecci potranno mantenere le attuali quote di pescato, oppure se queste saranno ridotte. 

Per Esben Sverdrup-Jensen, capo della Danish Fish Industries Association, anche se le quote sono rimaste incerte, è stato sicuramente positivo che il Regno Unito "abbia assunto un atteggiamento costruttivo e non abbia chiuso la porta".

Il portavoce dei 'Lib Dems' per la Brexit, Tom Brake, ha attaccato Gove sostenendo che le ultime dichiarazioni rappresentano una chiara rottura delle promesse fatte in merito all'abbandono della politica comune europea sulla pesca.

"Michael Gove ha incentrato la sua campagna per lasciare l'Unione sulla necessità di fermare la pesca dei Paesi Ue nelle acque britanniche - ha evidenziato Brake - ma sta ora dicendo l'esatto contrario ai pescatori danesi".

Anche l'SNP ha chiesto chiarimenti sulla vicenda. Per il deputato Stewart Stevenson, Londra non avrebbe "sostenuto gli interessi rurali della Scozia".

"Forse stanno cercando di tenere buoni gli elettori e i pescatori britannici con ogni sorta di promessa, ma intanto Michael Gove, in giro per l'Europa, sta rassicurando gli Stati membri che nulla di quanto annunciato accadrà".

In risposta alle polemiche, una portavoce del Defra ha spiegato che "lasciando l'Ue riprenderemo il controllo delle nostre acque territoriali. Come abbiamo sempre detto, altri Paesi saranno in grado di accedere alle nostre acque, ma per la prima volta in 50 anni ciò avverrà alle nostre condizioni e sotto il nostro pieno controllo".

"Assegneremo quote sul pescato sulla base di ciò che è scientificamente sostenibile - ha aggiunto - assicuranci di preservare un ambiente marino sano ed un'industria ittica redditizia nel Regno Unito".





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