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di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Brexit: per legali Londra potrebbe non pagare 60 mld

28/06/2017 15:01

I negoziatori del Regno Unito affermano di avere ricevuto “molti pareri legali” secondo cui il Paese non sarebbe tenuto a versare i 60 miliardi di euro richiesti dalla Ue per il divorzio

Gli obblighi finanziari che il Regno Unito dovrà affrontare una volta lasciato il blocco il 29 marzo 2019 rappresentano una delle questioni più controverse nei colloqui in corso con l'Unione europea.

Bruxelles ha già chiarito che la Gran Bretagna dovrà onorare tutti gli impegni finanziari previsti dal quadro di bilancio Ue 2014-2020, anche dopo aver lasciato l'Unione.

La situazione diventa ancor più delicata se si pensa che il Regno Unito è attualmente il secondo più grande contribuente netto al bilancio europeo, secondo solo alla Germania.

Secondo i funzionari Ue l'uscita dal blocco comunitario potrebbe costare a Londra circa 60 miliardi di euro, mentre il Regno Unito ha stimato i costi del divorzio in 20 miliardi.

Per di più, la Commissione europea, pur non disponendo di dati certi, ha ipotizzato che in determinate circostanze gli oneri totali a cui il Regno Unito dovrebbe far fronte potrebbero toccare i 100 miliardi di euro. 

Alla luce di una situazione così incerta, i negoziatori britannici hanno comunicato ai loro omologhi europei Londra potrebbe non pagare affatto.

"I consulenti legali del Regno Unito affermano di avere delle basi giuridiche per cui il Paese potrebbe non aver bisogno di pagare l'Unione europea", ha dichiarato una fonte (che ha preferito rimanere anonima) ad EURACTIV.

"Stiamo cercando di spiegare [al Governo britannico] che non è il caso di politicizzare una questione come questa, visto che si tratta di un obbligo legale e non, come molti vorrebbero far credere, di una 'multa Brexit'", ha aggiunto.

Secondo un'altra fonte, poi, Bruxelles starebbe attualmente lavorando con il Governo britannico nella definizione di un metodo per quantificare la cifra esatta, ma sul punto non si hanno particolari.

Fatto sta, ha sottolineato la fonte, che gli "impegni giuridici del passato devono essere onorati".

Il Regno Unito resterà a pieno titolo un membro dell'Unione europea fino ad aprile 2019, quando scadrà il periodo di due anni (previsto dall'art. 50) necessario per la separazione. Secondo l'Ue, fino ad allora Londra dovrebbe rispettare in toto i contributi al bilancio comunitario.





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