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di Luciano Mondellini - Milano Finanza

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Bruxelles diventa più severa sulle emissioni auto

30/05/2017 09:15

Il nuovo testo legislativo, che deve essere approvato dall’Europarlamento, aumenterà i poteri di controllo delle autorità Ue

L’Unione Europea ha dato ieri il primo giro di vite al sistema delle omologazioni di automobili dopo lo scandalo del Dieselgate scoppiato nel 2015.

I 28 Paesi dell’Ue hanno infatti adottato un approccio generale che consente ora l’avvio dei negoziati con l’Europarlamento per arrivare al testo legislativo finale a un anno e mezzo dalla presentazione della proposta della Commissione considerata più ambiziosa.

Il testo adottato dal Consiglio Competitività della Ue introduce controlli sulle emissioni ogni anno (almeno uno ogni 50 mila auto immatricolate per Paese), in condizioni reali di guida, con i costi legati alle attività di omologazione a carico delle case costruttrici di auto. La Commissione Ue vedrà inoltre aumentare i suoi poteri di controllo, con la possibilità di compiere test, ispezioni e reagire immediatamente alle irregolarità, incluse multe sino a 30.000 euro per veicolo ai produttori di auto.

Appare annacquata invece la maggiore sorveglianza Ue sulle autorità di omologazione nazionali che la Commissione aveva proposto: ci sarà infatti un sistema di audit basato su peer review (procedura di valutazione effettuata da esperti del settore), a cui Bruxelles potrà partecipare e stendere poi un rapporto e renderlo pubblico.

Ad annunciare l’intesa, su cui è confluita una maggioranza qualificata di Paesi, è stata la presidenza di turno dell’Unione Europea, attualmente ricoperta da Malta. Si tratta di "un punto di partenza per i negoziati con l’Europarlamento", ha commentato il ministro dell’Economia maltese Christian Cardona.

Ora la partita sarà al centro di un dialogo a tre (il cosiddetto trilogo) tra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue. Il teso del compromesso ha mantenuto la possibilità per la Commissione di comminare sanzioni ai produttori di auto che violino le normative comunitarie, unicamente però se nessuno Stato membro li ha già multati.

La presidenza maltese inoltre è riuscita a mantenere nel testo, nonostante l’opposizione di alcune delegazioni, la possibilità che la Commissione infligga direttamente multe ai costruttori di auto che abbiano violato nel norme europee, ma solo se nessun Stato membro li ha già sanzionati o prosciolti. Gli Stati membri hanno anche accettato la possibilità che le autorità nazionali e la Commissione effettuino controlli spontanei su almeno un veicolo già in circolazione su 50 mila.





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