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di James Crisp – traduzione di Giorgia Crespi

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Bruxelles promette più severità sul riciclo dei rifiuti

06/04/2016 14:49

Fulvia Raffaelli, vice capo unità presso DG Grow, la direzione principale del Package, ha detto che l'attuale Commissione Juncker “si impegnerà maggiormente" nella vigilanza rispetto ai predecessori dell'amministrazione Barroso. Comunque, al Circular Economy Package non sarà concesso di nuocere alla competitività internazionale dell'industria europea, ha messo in guardia Giovanni La Via, presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo.

Le disposizioni, soggette all’approvazione del Parlamento e del Consiglio dei ministri, sono un primo passo verso l’adattamento dell'economia a un futuro di risorse limitate e una popolazione in forte espansione, garantendo il minore spreco possibile. "L'applicazione è di fondamentale importanza. DG Grow e tutta la Commissione, stanno lavorando molto duramente su diversi casi di violazione", ha affermato Raffaelli ai margini del The European Plastic Pipes and Fittings Association Forum a Bruxelles. “Il pragmatismo, l'applicazione e l'attuazione sono molto più presenti nel dibattito rispetto a prima", ha commentato Raffaelli.

I procedimenti di infrazione sono azioni legali avviate dalla Commissione contro gli Stati membri dell'Ue che non hanno rispettato il diritto comunitario. In ultima istanza, possono portare a elevate sanzioni. Nonostante la minaccia di procedimenti di infrazione, alcuni Paesi dell'Ue hanno costantemente ignorato la legislazione comunitaria.

A marzo 2015, ogni singolo Stato membro, con la sola eccezione di Malta, è stato colpito da procedimenti legali per incapacità di mettere in atto la direttiva sull’efficienza energetica. “Dobbiamo discutere di questo con diversi Stati membri e ci stiamo lavorando", ha ammesso Raffaelli, che ha sottolineato la necessità dell’aiuto delle industrie nel vigilare sul nuovo pacchetto, fornendo informazioni tecniche dettagliate.

Il Circular Economy Package è stato e ritirato e ripresentato dalla Commissione Juncker come parte della spinta per una migliore regolamentazione. Il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, ha promesso agli eurodeputati che il nuovo pacchetto sarà "più ambizioso" di quello presentato dalla Commissione Barroso. Ma nel nuovo Circular Economy Package sono stati limati i target 2030 per il riciclaggio comunale e i rifiuti da imballaggio. Per i rifiuti urbani, il nuovo target è un livello del 65%, invece del 70%, e per gli imballi è il 75%, al posto dell’80%.

La Commissione sostiene che le misure aggiuntive, come ad esempio le iniziative incentrate sulla progettazione dei prodotti al fine di renderli più facilmente riciclabili, abbiano reso il nuovo pacchetto più ambizioso. Raffaelli ha spiegato che i target ridotti sono pragmatici, e combinati con questa visione più ampia restano tuttora ambiziosi. Dato che gli obiettivi sono più realistici, ha suggerito, una rigorosa applicazione sarebbe giustificata. Pragmatismo, attuazione e realizzazione “erano le reali basi della nuova proposta”, ha spiegato, insieme alle opportunità di business che il pacchetto creerebbe.

Competitività internazionale

La possibilità di standard ambientali più elevati all'interno dell’Ue ha sollevato il timore che l’industria sarebbe stata vulnerabile alla concorrenza proveniente da Paesi come la Cina, che hanno una capacità produttiva più economica. Ma La Via, un membro italiano del Partito Popolare Europeo, ha promesso che non avrebbe permesso nulla di simile. "Noi non vogliamo ridurre la competitività europea", ha dichiarato, "Possiamo influenzare il mondo [della legislazione ambientale], ma non possiamo ridurre fortemente la competitività della nostra industria”. "Pensiamo all’ambiente ma dobbiamo coniugarlo con la competitività e trovare una buona soluzione", ha aggiunto.

Tuttavia, ha avvertito che il Parlamento e la Commissione Ambiente valuteranno attentamente l’ambizione del pacchetto, che comprende quattro bollette rifiuti, per valutare se Timmermans ha mantenuto la promessa. Il Parlamento avrebbe stabilito la propria posizione nel mese di novembre. Se il Consiglio fosse stato pronto ad avviare negoziati sul testo finale, il pacchetto sarebbe stato approvato subito dopo, ha affermato.

Ma gli eurodeputati volevano obiettivi vincolanti e ambiziosi uguali per tutti gli Stati membri, ha specificato. L'attuale proposta della Commissione ha adattato gli obiettivi in base ai Paesi. "La nuova proposta non dovrebbe creare doppi standard e ulteriormente approfondire le differenze all’interno dell'Ue, portando a un’economia circolare su due livelli e minare il mercato unico", ha affermato. Poi ha aggiunto che è deplorevole che si sia perso un anno con il ritiro e la riprogettazione delle nuove disposizioni.

Abbastanza ambizioso?

Karl-H Foerster, direttore esecutivo di PlasticsEurope, ha giudicato le linee guida e il framework del pacchetto abbastanza forti da modificare le prassi del settore e i modelli di investimento. Infatti, l'industria delle materie plastiche ha iniziato a seguire sistemi innovativi per utilizzare i rifiuti come materia prima nella produzione, fenomeno che non farebbe che crescere mentre tali innovazioni diventano più commercialmente redditizie una volta che saranno omologate.

Tuttavia, Ferran Rosa di Zero Waste Europe, ha dichiarato che il pacchetto non può essere pragmatico e ambizioso allo stesso tempo. "'È impossibile raggiungere un cambiamento sistemico basandosi su risultati a portata di mano, facilmente implementabili", ha denunciato.





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