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di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

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Bruxelles snobba Renzi sul Fiscal Compact

10/07/2017 15:20

L'esecutivo Ue non è disposto a commentare la proposta del segretario del Pd sulla possibilità di archiviare il Fiscal Compact per liberare risorse e ridurre la pressione fiscale in Italia

Mentre Matteo Renzi continua a far sentire la sua voce in Europa proponendo l'archiviazione del Fiscal Compact, la commissione Ue fa sapere che il dialogo tra Roma e Bruxelles avviene solo attraverso i canali ufficiali, e cioè quelli del Governo.

La Commissione europea non intende, quindi, commentare la proposta che il segretario dem ha inserito nel suo libro "Avanti", ovvero quella di congelare il deficit italiano al 2,9% per 5 anni per finanziare un piano di crescita e ridurre la pressione fiscale.

"Juncker ha un rapporto molto buono con Gentiloni e i commissari incaricati hanno un rapporto molto buono con Padoan. La Commissione Ue non rilascia commenti su dichiarazioni di persone al di fuori di questa cerchia", ha affermato Margaritis Schinas, portavoce del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

L'ennesima battaglia di Renzi contro l'auteritá e le regole europee, quindi, non sembra turbare gli animi di Bruxelles. Sulla proposta di Renzi, giá stamattina, si era espresso il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e quello dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Se per Delrio "firmare il Fiscal compact e il pareggio di bilancio in Costituzione è stato un grave errore" in quanto oggi "il problema non è tagliare ma investire di piú", per Calenda "otterremo spazi di manovra solo se ci mostreremo decisi a proseguire e accelerare sul percorso iniziato".

"Prima di dichiarare quanto deficit vogliamo prenderci chiariamo cosa vogliamo farci. Esattamente come per un'azienda che fa ottimi prodotti ma che è stata gestita male ed è troppo indebitata", ha precisato Calenda sottolineando che "immagino che la proposta di Renzi riguardi la prossima legislatura. E comunque se domani o fra un anno prendessimo la strada dei tagli fiscali a pioggia o delle mance elettorali, o ancora, se mentre proponiamo di aumentare il deficit rallentiamo le riforme, penso alla concorrenza, o le privatizzazioni, leggi Poste, beh allora meglio tenersi al sicuro nei parametri europei".

"Mi sembra che siano temi per la prossima legislatura", è stato, invece, il commento del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a margine dell'Eurogruppo.





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