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di Manon Flausch - EURACTIV.fr | Traduzione di Francesco Chierchia

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Bufera sull'Autorità europea per la sicurezza alimentare

15/06/2017 13:02

Uno studio di Corporate Europe Observatory (Ceo) afferma che la metà degli esperti dell'Efsa di Parma ha conflitti di interesse. l'Ente smentisce: applicate severe norme di indipendenza

"Il 46% dei membri del panel (dell'Efsa) ha almeno un conflitto di interessi finanziario con società esterne",  ha scritto l'Ong in un rapporto pubblicato ieri. L'Efsa ha il compito di valutare i rischi potenziali a cui è sottoposta la catena alimentare europea, e di fornire una consulenza scientifica indipendente. Ma per il Ceo sarebbe proprio l'indipendenza di molti scienziati dell'Autorità ad essere discutibile.

Lo studio, intitolato "Errori di assunzione", si apre con una domanda dell'epidemiologo David Michaels: "Se è pericoloso affidarsi a scienziati con conflitti di interessi finanziari per l'interpretazione di dati grezzi, perché mai dovremmo affidare a questi stessi scienziati la consulenza per le agenzie di regolamentazione?"

Già quattro anni fa uno studio del Ceo aveva dimostrato che il 60% degli esperti dell'Autorità aveva legami con le aziende i cui prodotti venivano valutati. Ed in seguito il Parlamento europeo ha più volte invitato l'Efsa a rendersi indipendente dall'influenza dell'industria agroalimentare. Tuttavia, nonostante le richieste del Parlamento ed i ripetuti scandali, la situazione sembra essersi evoluta ben poco.

Valutare i rischi provenienti dai prodotti del settore alimentare rappresenta la missione principale dell'Efsa, e l'efficacia del monitoraggio operato dall'Autorità ha un impatto diretto sulle sostanze consumate ogni giorno da milioni di cittadini europei.

L'Agenzia con sede a Parma ha respinto con forza le conclusioni dello studio Ceo, e attraverso un portavoce ha definito le cifre descritte dalla Ong "fuorvianti e basate su un'interpretazione degli interessi finanziari con cui l'Efsa non è d'accordo". "Gli interessi finanziari di tutti gli esperti del panel Efsa sono stati valutati con cura secondo le severe norme sull'indipendenza", ha aggiunto il portavoce.

Inoltre, in un comunicato stampa l'Agenzia ha reso noto di voler affrontare una riforma del proprio regolamento interno sul conflitto di interessi durante la prossima riunione del CdA, in programma il 21 giugno. Ma secondo il Ceo un semplice approccio "politico (al problema) non è sufficiente”.

L'ultima discutibile decisione dell'Efsa è stata il rinnovo dell'autorizzazione per l'uso del glifosato, un erbicida usato in diserbanti agricoli e domestici. La sostanza, etichettata come potenzialmente cancerogena dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e sospettata di essere un interferente endocrino, è stata invece giudicata 'perfettamente sicura' dall'Agenzia Ue.

Una simile decisione ha provocato la forte indignazione delle organizzazioni per la tutela dell'ambiente e dei consumatori, che vorrebbero sottoporre ad un controllo pubblico i documenti con cui l'Autorità europea ha rilasciato l'autorizzazione. Sfortunatamente i produttori di glifosato sono riusciti ad impedire il tutto, sostenendo che un'operazione del genere rappresentarebbe una violazione di segreti commerciali.

Molti dei critici dell'uso glifosato sostengono che una legislazione che incide sulla salute pubblica non dovrebbe essere basata su studi top secret finanziati degli stessi produttori chimici. Ed anche buona parte dell'opinione pubblica Ue condivide la stessa posizione: lo scorso anno un'iniziativa dei cittadini europei (Ice) ha superato il milione di firme necessarie per esser presa in considerazione dalla Commissione.

Infine, quattro eurodeputati del Gruppo dei Verdi hanno iniziato una battaglia legale contro il rifiuto dell'Efsa di fornire i documenti necessari per una chiara valutazione dell'accaduto. L'obiettivo dei parlamentari Ue non è solo quello di poter accedere ai documenti relativi al glifosato, ma quello di riuscire a modificare i criteri di trasparenza e funzionamento dell'Autorità per la sicurezza alimentare.





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