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di Marzia Paolucci - ItaliaOggi

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C'è l'intesa per la Procura Ue

19/06/2017 09:38

L'8 giugno scorso è stato trovato l'accordo tra i ministri della Giustizia europei. Nel perimetro soltanto i reati finanziari. Ora si attende l'approvazione del Parlamento

Dentro la criminalità finanziaria, fuori tutto il resto: criminalità organizzata, terrorismo, tratta di esseri umani, sfruttamento dei minori e pedopornografia, reati ambientali, razzismo e xenofobia. È il succo dell'accordo politico a cooperazione rafforzata – procedura decisionale a cui partecipano almeno nove stati membri – sulla nuova Procura europea raggiunto l'8 giugno scorso dal Consiglio di 20 ministri della giustizia Ue, Italia inclusa.

Negoziati complessi che hanno portato nell'aprile scorso alla decisione da parte di 16 Stati membri di ricorrere al meccanismo della cooperazione rafforzata per arrivare a istituire la Procura europea. Sedici senza l'Italia che se ne era chiamata fuori prima perchè in disaccordo sul restingimento delle competenze salvo poi rientrarvi ora in sede di accordo, pur con «riserve verso un testo che non è ancora come lo vorremmo», per citare quanto dichiarato all'esito dell'intesa dal ministro Orlando.

Gli occhi sono puntati solo sull'economia dell'Unione: i bilanci nazionali europei perdono ogni anno come minimo 50 miliardi di euro di gettito Iva a causa di frodi transfrontaliere e nel 2015 gli Stati membri hanno individuato e segnalato alla Commissione irregolarità fraudolente per un importo di circa 638 milioni di euro. 

Super procura antifrode: cosa succederà

Ora la parola passa al Parlamento che l'accordo dovrà approvarlo. Ma se oggi discutiamo di Brexit, figuriamoci cosa potrebbe succedere nel frattempo a un semplice accordo sulla super procura a 28 stati meno otto. Basta tenere memoria della travagliata redazione nel 2003 della Costituzione stracciata 4 anni dopo e delle date delle ratifiche a singhiozzo per relative bocciature referendarie interne del trattato di riforma della Ue. Una volta istituita, se ci si riuscirà, la Procura indipendente dell'Unione sarà dotata del poteri di indagare e perseguire i reati a danno del bilancio dell'Ue, quali corruzione o frodi relative ai fondi dell'Ue oppure frodi Iva a livello transfrontaliero.

Una gradualità che rispecchia la linea del trattato di Lisbona in vigore dal 2009: «Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, può istituire una Procura europea a partire da Eurojust, prevedendo nel contempo la possibilità di estendere, in un secondo momento, le attribuzioni della Procura stessa alla lotta contro la criminalità grave che presenta una dimensione transnazionale».

Del resto, realizzare la cooperazione giudiziaria in materia penale vuol dire sciogliere il nodo della diversità tra le legislazioni penali nazionali all'interno dello spazio Ue che certo non possono essere unificate ma che dovranno necessariamente adeguarsi a uno standard minimo comune per il contrasto di reati gravi di dimensione transnazionale, terrorismo in testa, per il momento neppure citati dall'accordo. L'organo indipendente andrà a supportare l'operato preesistente di realtà come l'Olaf, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode ed Eurojust, l'agenzia Ue per la cooperazione giudiziaria penale.

Le reazioni

«Nei casi di frodi a danno del bilancio dell'Ue applichiamo la politica della tolleranza zero. Ogni centesimo del bilancio va speso a beneficio dei cittadini dell'Ue». Così Gunther H. Oettinger, commissario per il bilancio e le risorse umane. «Con una procura europea forte, indipendente ed efficiente», ha detto, «intensifichiamo i nostri sforzi per proteggere il denaro dei contribuenti grazie a un approccio europeo alle indagini e alle azioni penali nei casi di reati a danno del bilancio dell'Unione. Con la Procura europea veniamo a integrare in modo sostanziale i mezzi di cui dispone attualmente l'Unione europea, in particolare l'operato dell'Olaf nel settore delle indagini amministrative».

Anche per Vera Jourová, commissaria Ue per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, si tratta di un buon inizio: «Abbiamo lavorato duramente per coinvolgere il numero maggiore possibile di Stati membri. La Procura europea verrà a integrare l'operato prezioso di Eurojust, l'Agenzia dell'Ue per la cooperazione giudiziaria penale, consentendo a quest'ultima di dedicare maggiori risorse alla lotta contro il terrorismo, il traffico di esseri umani o altri crimini».





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