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di Mf-DowJones News

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Calenda, Tap è strategico per la sicurezza energetica del Paese

05/04/2017 16:47

Per il ministro dello Sviluppo Economico il progetto è di fondamentale importanza per gli obiettivi nazionali.

Il metanodotto Tap "è un'infrastruttura strategica e fondamentale per conseguire gli obiettivi di sicurezza energetica, di decarbonizzazione e di competitivitá dei prezzi".

Ad affermarlo è stato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nel corso del question time alla Camera ricordando che "la legittimitá del Tap è stata confermata dal Tar e dal Consiglio di Stato". "La diversificazione delle fonti e l'aumento dell'offerta creeranno una spinta concorrenziale che spingerá a ribasso i prezzi per gli utenti finali, le imprese e le famiglie", ha sottolineato il ministro spiegando che la scelta del metanodotto Tap, "accrescerá la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti di provenienza del gas, l'aumento dell'offerta e del numero di fornitori in concorrenza sul mercato italiano ed europeo, con effetti a tendere positivi sui prezzi".

Il responsabile del Mise ha poi precisato che "il mix energetico italiano è tra i piú verdi d'Europa avendo superato con 6 anni di anticipo il target sulla quota di energia da fonti rinnovabili al 2020: la produzione elettrica nazionale è infatti coperta al 39% da fonti rinnovabili; al 15% dal carbone; al 40% dal gas e al 6% da altre fonti" e "la quota di rinnovabili crescerá ulteriormente erodendo le quote del carbone e il gas dovrá garantire la stabilitá e la sicurezza della rete elettrica nazionale colmando l'intermittenza e la variabilitá delle fonti rinnovabili". Relativamente al presunto eccesso di infrastrutture di approvvigionamento, ha proseguito Calenda, "bisogna tener presente che i gasdotti sono progettati per assicurare la massima portata giornaliera nel periodo di punta dei consumi invernali a cui viene sommato un margine addizionale di sicurezza, ed è quindi del tutto fuorviante confrontare il consumo annuo con la capacitá teorica massima annua di importazione, ottenuta moltiplicando la portata giornaliera tecnica massima per tutti i giorni dell'anno in quanto ciò presupporrebbe un utilizzoa pieno regime di tutti i gasdotti non considerando la stagionalitá dei consumi e l'effettiva disponibilitá a monte di contratti di fornitura di gas corrispondenti a tali valori massimi".

Inoltre, secondo il ministro, è importante "diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento. L'Italia attualmente dipende infatti per il 45% dal gas russo, percentuale che sale al 65% nei giorni invernali. Gran parte delle altre forniture vengono poi dall'Algeria e dalla Libia che è ancora un'area instabile. Complessivamente da qui al 2020 scadranno contratti di fornitura a lungo termine per un totale di 35 miliardi di metri cubi di gas, con un deficit potenziale rispetto alla domanda prevista pari a circa 14 miliardi di metri cubi, la cui copertura deve essere garantita in maniera significativa dal Tap".

Quanto al metanodotto di collegamento alla Rete Nazionale di Trasporto, "il relativo costo verrá inserito dall'Autoritá per l'energia nel calcolo della tariffa di trasporto del gas che sará pagata dalle societá che importeranno il gas azero in Italia. Tutti i costi di trasporto dall'Azerbaijan fino all'Italia saranno pagati dalle societá private che importeranno, in concorrenza tra loro, il gas fino al nostro Paese", ha concluso.


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