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di Jorge Valero | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Cambiamento climatico, l'Ue cede il passo a Bloomberg?

15/06/2016 12:57

Il 22 giugno nascerà l'alleanza globale delle città contro il cambiamento climatico dalla fusione del Covenant of Mayors europeo e del Compact of Mayors dell’ex sindaco di New York, Bloomberg. Perdita di influenza per l'Ue?

Dopo due anni di negoziati, la Commissione europea e Michael Bloomberg, il magnate statunitense noto anche per il suo attivismo ambientale, uniranno i loro sforzi per la riduzione delle emissioni di gas serra e alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Il 22 giugno, infatti, la fusione del Covenant of Mayors  europeo e del Compact of Mayors dell’ex sindaco di New York, porterà alla creazione del Global Covenant of Mayors, un'alleanza di 7.500 città che rappresenterà più di 600 milioni di abitanti in tutto il pianeta.

Il Covenant of Mayors, lanciato nel 2008, comprende 6.800 città in 58 paesi, anche non europei, impegnati in una strategia a lungo termine di decarbonizzazione delle economie locali. Nel Compact of Mayors, promosso nel settembre 2014 da Bloomberg con il supporto di Ban Ki-moon, segretario generale Onu, ci sono, invece, solo 508 città. L'accordo era stato inizialmente discusso durante la conferenza sul clima di Parigi COP21 lo scorso dicembre e, dopo sei mesi di negoziazioni, è stata decisa la fusione.

Ma le polemiche sono già cominciate. Infatti, prevedono alcuni osservatori, la Commissione europea potrebbe pagare un alto prezzo per la fusione, rinunciando alla gestione ordinaria dell'associazione e sacrificando di conseguenza la propria influenza su governance e standard. Secondo documenti interni, ottenuti da EurActiv.com, inoltre, gli standard per il monitoraggio e il reporting delle emissioni, assieme agli sforzi per l'adattamento climatico, saranno basati sugli standard di Bloomberg e non su quelli Ue. In più, sebbene la presidenza del board sarà sdoppiata per rappresentare le due entità, il segretariato, responsabile delle attività quotidiane, sarà gestito da Bloomberg.

Ci sarebbe, infine, uno squilibrio tra le due alleanze. Secondo i dati disponibili, solo 50 città dell’iniziativa del politico statunitense hanno predisposto piani dettagliati per raggiungere gli obiettivi previsti, mentre sono 5.500 le città e regioni che si sono vincolate ad azioni specifiche sotto il Covenant of Mayors europeo. Quest’ultimo, negli ultimi otto anni, ha anche portato alla creazione di diversi Covenants of Mayors regionali, supportati dall’azione ue, in Africa, Cina, India e Nord America. Altre voci a Bruxelles lamentano che l’attuale governance di successo del Covenant of Mayor potrebbe non sopravvivere e che, sebbene ci sia una condivisione degli obiettivi di fondo, gli approcci sono differenti.

Un funzionario europeo, però, ha smentito la percezione di un controllo da parte del magnate statunitense della nuova iniziativa. Secondo lo stesso, invece, le città continueranno a guidare l’alleanza e, comunque, il segretariato sarà basato a Bruxelles sotto la responsabilità dei due presidenti (probabilmente il commissario europeo all’energia, Maroš Šefcovic, e lo stesso Bloomberg).

Secondo, invece, i documenti interni del Global Covenant of Mayors, la nuova alleanza aiuterà a raggiungere più città nei diversi continenti riducendo l'attuale competizione tra le due alleanze. Il nuovo progetto gioverà, poi, dei fondi sia europei sia di Bloomberg Philanthropies.

Per conoscere i dettagli della questione, comunque, si dovrà aspettare gennaio 2017, quando sarà pronto anche il sito della nuova iniziativa.





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