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di Francesco Ninfole - Milano Finanza

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Cantiere aperto sul nuovo Esm

07/11/2017 09:34

Vertice organizzato da Tajani con governi e Commissione sul futuro dell’Unione. Gli organi Ue cercano una sintesi su bilancio comune, Fondo Monetario Europeo e Unione bancaria. Sugli npl Visco raccomanda: adelante con juicio. Nouy però difende la linea Bce

L’Europa accelera per rafforzare l’Unione economica e monetaria nel tentativo di superare le differenti opinioni che persistono tra Paesi.

Italia e Francia vorrebbero un bilancio comune e un potenziamento del fondo Esm in modo da avere strumenti più efficaci per intervenire nelle crisi (anche bancarie) e sostenere le economie in difficoltà. La Germania invece spinge per definire meccanismi di ristrutturazione automatica dei debiti e per sottoporre i Paesi al giudizio di un’autorità tecnica (come il fondo Esm) e non più politica (come la Commissione).

Nella serata di ieri, al termine dell’Eurogruppo, si è tenuta una cena di lavoro organizzata al Parlamento Ue dal presidente Antonio Tajani. Attorno al tavolo si sono seduti i ministri finanziari di Italia, Germania, Spagna e Olanda (Pier Carlo Padoan, Peter Altmaier, Luis De Guindos, Wopke Hoekstra, assente per impegni il francese Bruno Le Maire), i commissari responsabili per gli Affari Economici e per l’euro (Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis) e una delegazione della commissione economica del Parlamento guidata dal presidente Roberto Gualtieri.

«Vogliamo un dibattito aperto in modo da tracciare insieme la strada per una governance economica che porti a più crescita e più posti di lavoro», ha detto Tajani, che ha ricordato le tre risoluzioni già adottate dall’Europarlamento su «una capacità fiscale europea, un ministro delle Finanze Ue e un Fondo Monetario Europeo», quale potrebbe essere l’Esm potenziato.

Questi temi, affrontati ieri in un formato esteso dell’Eurogruppo (a 27 Paesi), saranno al centro del vertice dei capi di Stato di dicembre. Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, ha però ribadito in un’intervista a Les Echos la proposta di allungare in automatico le scadenze dei titoli dei Paesi che richiedono un aiuto finanziario da parte dell’Esm. Il fondo, secondo Weidmann, dovrebbe diventare l’arbitro dei conti pubblici in Europa. Con ogni probabilità nessuna decisione definitiva sarà presa prima della formazione del nuovo governo tedesco.

Resta aperto anche il tema dell’avanzamento dell’Unione bancaria, dopo le proposte di ottobre della Commissione per un’ulteriore riduzione dei rischi (a cominciare da quelli sui crediti deteriorati) e sulla garanzia comune sui depositi (seppure in una forma più blanda rispetto a due anni fa). 

Sui non performing loans si è espresso ieri anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in una conferenza a Madrid: «Le autorità dovrebbero astenersi dall’imporre misure che de facto implichino svendite in blocco dei crediti deteriorati delle banche». Secondo Visco, anche l’addendum Bce dovrebbe trovare un equilibrio tra pulizia dei bilanci e mantenimento della stabilità finanziaria. In proposito il governatore ha citato il manzoniano «adelante con juicio».

Visco ha parlato anche del modello europeo di bad bank nazionali: sul tema la Commissione presenterà proposte in primavera. Danièle Nouy, presidente della Vigilanza Bce, ha difeso ieri la linea di Francoforte sui non performing loans durante l’Eurogruppo (nel quale è intervenuta anche Elke Koenig, presidente del Single Resolution Board).

Le proposte Bce prevedono dal 2018 la svalutazione integrale dei nuovi npl (in 2 anni per i crediti non garantiti, in 7 per i garantiti). Anche questo tema è stato affrontato nell’incontro di ieri sera al Parlamento Ue. Intanto Nouy ha reso noto ai ministri che per effetto di Brexit una cinquantina di banche stanno valutando il trasferimento nell’area euro.





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