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di Franco Adriano - ItaliaOggi

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Caos primarie M5S in Sicilia

13/09/2017 09:30

I giudici congelano il voto online. Cancelleri: vado avanti. Di Maio candidato premier

Il tribunale di Palermo ha congelato il voto online alle «regionarie» M5s.

Il candidato governatore, Giancarlo Cancelleri, conferma: «Vado avanti». Ma il leader Beppe Grillo non fa più il suo nome: «Ci saremo, seguiremo le decisioni del tribunale». Intanto, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio si dichiara pronto a fare il premier e a rastrellare il 40 per cento dei consensi.

«Il tribunale ha semplicemente accolto il ricorso di un iscritto, Mauro Giulivi, che vuole essere in lista e, come misura cautelare, ha sospeso le regionarie», si legge in una nota del Movimento 5 Stelle pubblicata sul blog di Grillo. Ma l'effetto delle consultazioni online che lo scorso luglio hanno portato alla scelta del deputato regionale uscente Cancelleri, quale candidato pentastellato alla carica di presidente della Sicilia appare inficiato.

Il tribunale di Palermo, quinta sezione civile specializzata in diritto di impresa, ha sospeso la validità di quelle elezioni on line. In sostanza, i magistrati hanno deciso che per ora il M5s non ha un candidato governatore, rinviando la causa «di merito» al 18 settembre per l'integrazione del contraddittorio con gli altri candidati classificati in posizione utile per entrare in lista». 

Giulivi era stato escluso dalla «Regionarie» dai probiviri M5s perché non ha firmato un documento «indispensabile». «Mi si chiedeva con un preavviso di 2 ore e 30 minuti, di recarmi presso una fantomatica sede e firmare un documento, mai letto prima, indispensabile per confermare la mia candidatura», ha spiegato lo stesso Giulivi. «Dal momento che ho 'sfortunatamente' un lavoro, non ho potuto né leggere, né recarmi in via Scrofani entro le ore 20».

Quel documento, che dovrebbe essere una sorta di codice etico, in realtà contiene una serie di clausole contrattuali sul modello dei contratti dell'ecommerce (spesso l'adesione viene chiesta anche con semplice clic, che varrebbe come consenso). Come era già avvenuto a Genova per Marika Cassimatis, il giudice non ha riconosciuto il testo come codice etico, perché del resto ce ne è gia uno per il M5s, e ha stabilito la sospensione della validità della consultazione.

 





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