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di Francesco Chierchia | MF-Dow Jones News

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Caso Skripal: Londra punta il dito contro Putin, cresce la tensione

16/03/2018 17:00

Il ministro degli Esteri britannico tuona: l'ordine di avvelenare l'ex spia sarebbe partito direttamente dal presidente russo. Mosca respinge le "sconvolgenti" accuse. Anche l'Italia conferma la propria vicinanza al Regno Unito

"E' assolutamente probabile" che l'ordine di avvelenare con il gas nervino l'ex spia russa, Sergei Skripal, nelle strade di Salisbury sia partito direttamente dal presidente russo, Vladimir Putin.

Ad accusare senza giri di parole il numero uno del Cremlino è stato oggi il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, durante una visita presso un museo di Londra, insieme al suo omologo polacco Jacek Czaputowicz.

"Noi crediamo che sia probabile in modo schiacciante che sia stata sua la decisione di usare un agente tossico nelle strade della Gran Bretagna", ha sottolineato, aggiungendo che si tratta della "prima volta" che accade una cosa simile in Europa "dalla Seconda Guerra Mondiale".

A stretto giro è arrivata la replica di Mosca, che non si è detta disposta a tollerare gli attacchi del capo della diplomazia inglese, incolpandolo poi di aver commesso "un reato diplomatico".

"Ho ribadito a diversi livelli e in diverse situazioni che la Russia non ha nulla a che fare con questa storia", ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Ogni riferimento e associazione del nostro presidente, in relazione a quanto accaduto, non è altro che sconvolgente e imperdonabile dal punto di vista del comportamento diplomatico", ha concluso.

Nei giorni scorsi, vista l'assenza di spiegazioni convincenti, la premier britannica Theresa May ha espulso 23 diplomatici russi, contando anche sul sostegno politico e morale assicuratole da Stati Uniti, Francia e Germania.

Oggi, inoltre, anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso la solidarietà dell'Italia al Regno Unito. Durante un colloquio telefonico con la leader inglese, Gentiloni si è detto fiducioso affinchè le autorità possano in breve tempo "individuare e punire i colpevoli di un atto nel quale si è fatto addirittura uso di armi chimiche".

Successivamente le parti hanno concordato sulla necessità che la questione venga trattata con grande attenzione sia in sede Nato sia a Bruxelles, dove tra meno di una settimana si terrà un vertice del Consiglio Europeo.





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