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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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Catalogna: a Barcellona in migliaia contro l'indipendenza

09/10/2017 10:25

Ieri centinaia di migliaia di persone hanno manifestato lungo le strade della capitale catalana per esprimere la loro opposizione all'indipendenza da Madrid

Fino a qualche giorno fa l'intera Catalogna sembrava essere unita nel voler chiedere con forza l'indipendenza dal governo centrale di Madrid. Tuttavia ieri, una folla di circa 350.000 manifestanti ha sventolato lungo le strade di Barcellona innumerevoli bandiere spagnole e catalane al grido di "Catalogna è Spagna" e "insieme siamo più forti". 

La questione dell'indipendenza della Catalogna sta al contempo allarmando numerose aziende iberiche con sede nella regione spagnola. Oggi stesso, ad esempio, due società hanno fissato delle riunioni per decidere se spostarsi o meno fuori dalla regione.

Pochi giorni fa, il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, non ha escluso la sospensione dell'attuale statuto autonomo della regione e la convocazione di nuove elezioni locali se il governo della Catalogna dovesse realmente proclamare l'indipendenza.

Dall'altro lato, le autorità catalane si sentono forti del fatto che il referendum tenuto il 1° ottobre (dichiarato illegale da Madrid) abbia sostanzialmente confermato la propensione degli elettori verso la secessione.

Domani Puigdemont, leader dell'ala secessionista, comparirà davanti al Parlamento catalano per analizzare "l'attuale situazione politica", e secondo alcune voci potrebbe chiedere all'assemblea di procedere con la proclamazione dell'indipendenza. "Quello che sta succedendo in Catalogna è reale, che piaccia o no. Milioni di persone hanno votato, e vogliono decidere. Dobbiamo parlare di questo", ha affermato.

Rajoy, però, ha già annunciato di non essere intenzionato a parlare con gli esponenti catalani, a meno che quest'ultimi non dovessero decidere di abbandonare i loro piani di divisione.

Il Governo spagnolo ha inviato nella regione migliaia di agenti di polizia per impedire che la votazione si tenesse, e circa 900 persone sono rimaste ferite da proiettili di gomma esplosi dalle forze dell'ordine durante alcuni scontri. 

Per Madrid la perdita della Catalogna è a dir poco impensabile.

La secessione priverebbe la Spagna di circa il 16% della sua popolazione, di un quinto della produzione economica e di più di un quarto delle sue esportazioni. L'attuale incertezza politica ha spinto banche e imprese a spostare le proprie sede fuori dalla regione. Tra le aziende più importanti che hanno dato via all'esodo ci sono Caixabank, terzo creditore della Spagna, e Sabadell (quinto).

A Bruxelles i funzionari sono preoccupati del fatto che qualunque ammorbidimento della posizione della Spagna verso l'indipendenza catalana potrebbe alimentare i sentimenti secessionistici in altre zone del blocco, come quelli dei Flemings in Belgio e della Lega Nord in Italia.

La manifestazione a Barcellona è stata organizzata dal gruppo anti-indipendentista Catalan Civil Society al fine di mobilitare la "maggioranza silenziosa" che vorrebbe rimanere parte della Spagna.

"Le persone che sono venute a manifestare si sentono catalane tanto quanto si sentono spagnole", ha dichiarato un membro dei cortei indossando la divisa della nazionale di calcio del Paese. "Ci piace come abbiamo vissuto finora, e vogliamo continuare così".





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