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di Angelo Di Mambro (da Bruxelles) - ItaliaOggi

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Ceta, in Canada 18.500 tonnellate in più di formaggi Ue

23/08/2017 10:51

Il Governo federale canadese ha formalizzato i dettagli della gestione della quota di importazione aggiuntiva da 18.500 tonnellate destinata ai formaggi europei grazie all'accordo Ceta, che entrerà in applicazione provvisoria il 21 settembre

Il Canada, attraverso il Ceta, consentirà l'importazione di una quota aggiuntiva di 18.500 tonnellate di formaggi Ue. A comunicarlo è stato lo stesso Governo federale, rendendo noti i dettagli della decisione.

La posizione di Ottawa scontenta i produttori canadesi e suscita timori da parte dell'industria lattiero-casearia europea. La quota entrerà in vigore nella sua totalità in 5 anni, cioè nel 2022, gli importatori potranno presentare le domande 2017 fino all'8 settembre per cominciare l'attività il 2 ottobre.

Il Canada riserva il 60% della quota a pmi e, elemento più controverso, il 50% a produttori canadesi di formaggi. I concorrenti degli europei incassano una piccola sconfitta, visto che si erano battuti per ottenere il 60%. Ma si consolano con il piano quinquennale da 350 milioni di dollari canadesi (circa 234 mln di euro) a sostegno degli investimenti per l'ammodernamento del settore.

L'industria europea non nasconde invece la sua delusione.  «È come se l'Ue facesse gestire la quota di carni suine e di manzo canadesi che entreranno in Europa con il Ceta ai produttori irlandesi», sbotta Alexander Anton, segretario generale dell'Eda, l'organizzazione dell'industria lattiera europea. «Malgrado l'apertura della quota aggiuntiva», aggiunge, «abbiamo seri dubbi sull'interesse dei produttori canadesi a importare formaggi europei e quindi sul reale accesso al mercato garantito dalla quota».

La decisione di Ottawa equivale, secondo Eda, a una compensazione ai produttori nazionali per l'apertura del mercato.

«Vedremo», conclude Anton, «se l'Ue farà gestire la quota di manzo canadese ai produttori europei». L'Ue deciderà nelle prossime settimane, e potrebbe rispondere irrigidendo, per vie amministrative, l'accesso al mercato per le carni provenienti da Oltreoceano.

Per ora, trionfa la diplomazia. «L'Ue», commenta un portavoce della Commissione europea, «ha ricevuto rassicurazioni dal Canada che la quota dei formaggi sarà pienamente utilizzata e che gli esportatori europei potranno sviluppare i loro canali di distribuzione in Canada. Monitoreremo le eventuali carenze nell'approccio gestionale scelto dal Canada».





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