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di Sarantis Michalopoulos | EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Cheap white, nuova frontiera del contrabbando di tabacco

03/10/2016 17:30

L'aumento delle vendite delle sigarette non di marca, le cosiddette "cheap white", ha colmato la riduzione nelle vendite dei prodotti di marca contraffatti. La Bielorussia è tra i principali produttori

Il commercio illecito di tabacco, stimato al 10,4% del mercato mondiale delle sigarette, oltre ad essere una fonte di finanziamento importante per il crimine organizzato, comparta annualmente 11,3 miliardi di euro in mancato gettito fiscale a livello europeo. 

La Commisione europea sta affrontando il tema nel quandro della direttiva sui prodotti del tabacco oltre ad aver ratificato il protocollo dell'Organizzazione mondiale della sanità per eliminare il traffico illecito.  L'esecutivo europeo ha anche siglato diversi accordi bilaterali con l'industria del tabacco, al fine di controllare la catena di approvvigionamento e reprimere il contrabbando. Ma nel mese di luglio l'esecutivo Ue ha deciso di porre fine all'intesa con Philip Morris International PMI mentre quella con Japan Tobacco International (JTI) scade nel 2022 e quelle di British American Tobacco (BAT) e Imperial Brands nel 2030.

Tradizionalmente il commercio illegale di tabacco è stato dominato dalla contraffazione, mentre le cheap whites rappresentano una tendenza emergente. Queste sigarette sono prodotte legalmente per poi essere messe sul mercato nero. Alvise Giustiniani, vicepresidente della strategia per il traffico illecito e la prevenzione di Philip Morris International, h sostiene che questo business arriva a rappresentare il 35% del mercato Ue. 

Inoltre, in base ad uno studio di KPMG, la Bielorussia è il primo produttore di sigarette illecite. Due le aziende del paese: la Grodno Tobacco Factory Neman (GTFN), controllata dalla Stato, e la Tabak Invest che, oltre a produrre i propri marchi, ha accordi di licenza con multinazionali. 

I brand GTFN costituiscono più di una su 10 sigarette consumate nell'Ue. Lo scorso febbraio l'Ue ha rimosso le sanzioni contro il paese ma il tema del traffico illecito di tabacco rappresenta ancora una ferita aperta per gli Stati membri.  Howard Pugh, senior specialist dell'Europol, ha sottolineato che nel paese non sono commessi crimini in quanto i prodotti sono legalmente fabbricati. Il punto è che non sussiste una legislazione che obblighi i produttori a sapere a chi vendono la loro merce o da dove vengono gli importi forniti per la contravendita.  Per questo è necessario che il protocco dell'Oms sia siglato anche dai paesi terzi e non solo da quelli europei.  

 





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