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di Francesco Chierchia | Mf-DowJones News

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Cina: Xi lancia il Paese verso una nuova era

18/10/2017 16:35

Durante il 19° Congresso del Partito comunista il presidente ha annunciato una nuova linea politica. Novità soprattutto in tema di sviluppo e relazioni internazionali

Per la Cina si è aperta una "nuova era" in cui il Paese è chiamato a trasformarsi in un "grande e moderno Stato socialista". Per raggiungere l'obbiettivo, però, Pechino dovrà affrontare "sfide impegnative" che metteranno a dura prova il suo storico modello di sviluppo.

E' stato questo il messaggio lanciato oggi da Xi Jinping, presidente cinese, ai 2280 delegati del Partito Comunista arrivati nella capitale per prendere parte al 19* Congresso del partito.

"Le prospettive sono luminose, ma le sfide sono impegnative", ha affermato Xi iniziando il suo intervento. La Cina dovrà infatti "fronteggiare le contraddizioni di uno sviluppo non equilibrato e inadeguato e il crescente bisogno della gente di una vita migliore".

Pechino, ha sottolineato il presidente, durante il suo percorso di crescita non intende però "chiudere le porte al mondo, anzi, diventeremo sempre piú aperti". Xi ha infatti assicurato di essere intenzionato ad allentare la presa "sull'accesso al mercato e di proteggere i diritti e gli interessi legittimi degli investitori stranieri".

Per un futuro di successo, il ruolo dei consumi interni al Paese sarà basilare. "Porteremo le industrie cinesi a un livello medio-alto nella catena di valore globale", ha affermato, "e promuoveremo gli investimenti con l'obiettivo di rendere la Cina un Paese lanciato verso le nuove frontiere della scienza e della tecnologia". Inoltre, le imprese di Stato dovranno diventare "migliori, più forti e più grandi".

Entro il 2035 il Pcc ha programmato anche una modernizzazione delle proprie forze armate, anche se il presidente ha assicurato che il Paese non è alla ricerca di "egemonia o espansione". Di certo, però, qualsiasi tipo di moto indipendentista "incontrerà la risoluta opposizione del popolo cinese", ha specificato Xi, facendo riferimento a Taiwan, legata a Pechino dal principio dell'"unica Cina" sancito nel 1992.

Per poter raggiungere uno sviluppo concreto, sarà necessaria una "severa governance del partito, che deve essere spinto dall'ideologia e da una pozione chiara", ha insistito il presidente, secondo cui il pericolo maggiore per il futuro dello Stato è costituito dalla corruzione all'interno delle istituzioni.

La Cina, infine, pur continuando a preservare i suoi valori fondanti, dovrà evitare di assumere atteggiamenti che in passato l'hanno penalizzata sul piano internazionale. "Non dovremo ritornare indietro alla rigidità e all'isolamento del passato - ha concluso Xi - ma, al contempo, non dovremo nemmeno stravolgere la nostra natura o abbandonare il nostro sistema".





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