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di Georgi Gotev | EURACTIV.com with AFP | Traduzione di Miryam Magro

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Commissione Ue non reagisce a misure Madrid contro referendum catalano

27/09/2017 11:24

Silenzio di Bruxelles alla chiusura da parte delle autorità spagnole dei siti web informativi sul referendum in Catalogna. Non è compito della commissione interferire in questioni interne a Stati, dichiara il commissario Ue Mariya Gabriel.

A quattro giorni dal voto del 1° ottobre sul referendum per l'inidpendenza della Catalogna, lo scontro tra il Governo catalano pro-separatista e il Madrid si gioca sempre di più sulla scena internazionale. La polizia spagnola ha sequestrato quasi 10 milioni di schede elettorali e ha chiuso 59 siti web che forniscono informazioni sul referendum. Altri 85 siti sono in fase di chiusura, hanno dichiarato fonti giudiziarie. Di fronte a queste azioni, i leader separatisti della ricca regione spagnola nordorientale, che ospitano circa 7,5 milioni di persone, hanno accusato Madrid di "repressione". Il sito web della fondazione dell'ex dittatore spagnolo Francisco Franco "resta operativo" ma non i siti dei referendum, ha riportato il portavoce del governo catalano, Jordi Turull. Madrid sostiene di applicare semplicemente la costituzione, che non consente questo tipo di referendum, come avviene nella vicina Francia e in Italia. La Commissione europea ha dichiarato di non avere la competenza per agire su tali questioni. Mariya Gabriel, commissario europeo per l'economia digitale e la società, che è anche responsabile della sorveglianza dei media, ha dichiarato che non è il compito della Commissione interferire nelle questioni interne di uno Stato membro.

"Non abbiamo altro da dire, oltre a ribadire il nostro rispetto per l'ordine giuridico e per l'ordine costituzionale in cui sono state adottate tutte queste misure", ha affermato il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas. A chi ha fatto notare che l'Unione europea ha reagito in passato a casi simili di repressione in Russia, Turchia e Cambogia, Schinas ha risposto:"non possiamo improvvisare le competenze che non abbiamo". Amadeu Altafaj, ex portavoce della Commissione, che rappresenta oggi il governo della Catalogna nell'UE, in un tweet ha dichiarato che esiste un "grave rischio di danno alla reputazione" per l'esecutivo dell'UE. Il procuratore capo della Catalogna ha ordinato alla polizia di sigillare gli edifici che ospiteranno i centri elettorali prima del referendum.  

Focalizzandosi sui seggi elettorali, i procuratori sembrano aver messo in atto un piano che miri al supporto logistico necessario per lo svolgimento del referendum, ritenuto illegale da Madrid. I procuratori hanno inoltre minacciato di perseguire penalmente i sindaci catalani che forniscono luoghi per il voto, nonché i direttori di scuole e università. La commissione elettorale istituita dai separatisti catalani per sorvegliare il voto si è dimessa dopo che la Corte Costituzionale della Spagna ha minacciato di imporre ammende giornaliere di € 12.000.

Rajoy ha abbandonato un vertice informale dei leader dell'Unione europea in Estonia per poter prendere parte all'ultima riunione del proprio governo prima del referendum. Il presidente spagnolo ha inoltre annunciato che la crisi avrebbe ritardato il bilancio nazionale ma ha escluso l'opzione di indire nuove elezioni."Non sto pensando di andare ad elezioni anticipate in risposta a ciò a cui stiamo assietndo", ha dichiarato da Washington. Durante una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo a Washington,  il presidente Usa, Donald Trump ha affermato che sarebbe "sciocco" per la Catalogna non rimanere in Spagna.

Rajoy ha invitato i funzionari catalani a tornare al "senso comune". A Huelva, nella Spagna sud-occidentale, i funzionari della Guardia Civil mandati in Catalogna per il referendum sono stati acclamati da centinaia di abitanti accorsi con  bandiere spagnole. A Barcellona, i residenti hanno consegnato garofani rossi alla polizia regionale. La Spagna ha dispiegato due terzi della squadra antisommossa in Catalogna per il referendum, circa 2.000 ufficiali secondo quanto riportato dal quotidiano El Pais. Nonostante la repressione, la Catalogna domenica andrà al voto, ha dichiarato il ministro regionale degli esteri, Raul Romeva.





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