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di Anne van Schaik | Friends of the Earth Europe | Traduzione di Miryam Magro

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Commissione Ue raddoppi sforzi per una finanza sostenibile

13/06/2017 15:19

Per Anne van Schaik, di Friends of the Earth Europe, nonostante i passi avanti fatti da Bruxelles, non è stato ancora creato il meccanismo resiliente di cui l'Europa ha bisogno.

La Commissione europea ha pubblicato la revisione del Capital Market Union (Cmu). Accolta come la risposta alla crisi finanziaria dell'Europa, la Cmu ha promesso scelte di investimento più sicure e sostenibili per i cittadini europei e le piccole e medie imprese. Nella "mid term review", il focus è principalmente sulle economie sostenibili e sul riconoscimento della necessità di un profondo cambiamento dei sistemi finanziari europei per impedire investimenti che favoriscano gravi abusi, violazioni dei diritti umani e crimini ambientali. Tuttavia, per Anne van Schaik la presa di coscenza da parte di Bruxelles sulla questione non risolverà questi problemi, né induce il profondo cambiamento strutturale necessario.

"Se l'Unione europea vuole contribuire a costruire un sistema finanziario veramente resiliente e sostenibile, un primo passo sarebbe formulare una strategia ambiziosa con un piano di lavoro, per trasformare le parole in fatti in modo che il nostro sistema finanziario e gli investimenti forniscano risultati positivi ai cittadini", afferma van Schaik, aggiungendo che "è necessario fare chiarezza sui doveri fiduciari dei proprietari di beni e dei gestori patrimoniali, e includere le considerazioni ambientali, sociali e governative (ESG) nel processo decisionale, così da garantire che la sostenibilità della corporate governance. Le considerazioni sulla sostenibilità devono essere il punto di partenza per le prossime revisioni sulla legislazione finanziaria".

E 'giunto il momento per la Commissione di raddoppiare i propri sforzi, con il pieno sostegno dagli Stati membri, per costruire il sistema finanziario resiliente e sostenibile di cui l'Europa ha bisogno, annuncia van Schaik.

"Abbiamo bisogno di criteri robusti e vincolanti per le considerazioni di Esg, o rischiamo che sia i legislatori nazionali che gli investitori finanziari semplicemente ignorino l'impatto del loro investimento", puntualizza la sostenitrice di Friends of the Earth Europe. "Non possiamo fare affidamento sugli investitori per fare la cosa giusta: le misure e le politiche di autoregolamentazione sono fallite. Al contrario, abbiamo bisogno di una forte regolamentazione che crei un segnale politico e impedisca a questi finanziatori di fornire servizi alle aziende che continuano a violare i diritti umani, a sfruttare l'ambiente provocandone il degrado, contribuendo al cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di un quadro legislativo che obblighi il settore finanziario a riconoscere i danni Esg come rischi reali ed a basare le loro decisioni di investimento in un'ottica di previsione di questi rischi.La Commissione Ue può iniziare ad agire ora per assicurare la realizzazione delle proposte future, come quella sulle pensioni e sui fondi d'investimento alternativi, affinchè siano allineati in termini di questioni ambientali, sociali e di governance", conclude Anne van Schaik di Friends of the Earth Europe. 

 





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