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di Jorge Valero | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Commissione Ue valuta tassa su vendite online

21/09/2017 11:44

Trattenute sulle vendite online, prelievi sui ricavi da servizi o pubblicità sono alcune delle opzioni sulla tassazione delle compagnie online che verranno presentate oggi a Bruxelles

La Commissione europea presenterà oggi alcune proposte di tassazione per le compagnie che operano su Internet, tra cui una ritenuta sulle vendite online delle società non residenti o un prelievo sui ricavi provenienti da servizi digitali o pubblicità. Queste aletrnative si andranno ad aggiungere alla proposta promossa dalla Franciae sostenuta nel Consiglio informale Ecofin tenutosi la scorsa settimana,  di introdurre un'imposta di equalizzazione sul fatturato dei giganti di Internet. Oltre all'imposta sulla perequazione, la Commissione non ha fornito dettagli sulle altre due alternative.

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, riferirà oggi sul tema "un sistema fiscale equo ed efficiente nell'UE per il mercato unico digitale". "Bisogna ancora lavorare su un approccio dettagliato per trovare una soluzione efficace per il mercato unico e l'economia globale nel suo insieme", ha dchiarato la Commissione. In linea con i commenti dei ministri durante il fine settimana, l'istituzoone europea insiste sul fatto che "le norme fiscali in vigore non sono più conformi al contesto moderno" del mondo digitale, e avverte che non riuscire ad affrontare le carenze esistenti porterebbe ad un aumento dei casi di evasione fiscale, che andrebbe ad erodere le risorse pubbliche.

L'esecutivo Ue  dovrebbe presentare una proposta finale per tassare l'economia digitale nella primavera del 2018. Per quanto riguarda la trattenuta sulle transazioni digitali, verrebbe applicata alcuni pagamenti effettuati a fornitori non residenti di beni e servizi ordinati online. Tale imposta potrebbe influire in modo significativo sui grandi rivenditori, che hanno beneficiato della rapida crescita degli affari su internet. Tra il 2008 e il 2016, i ricavi dei primi cinque rivenditori di e-commerce sono cresciuti mediamente del 32% all'anno. La crescita dell'intero settore nello stesso periodo è stata in media dell'1%.

La Commissione propone inoltre un prelievo sui ricavi generati dalla fornitura di servizi digitali o di attività pubblicitarie. Il prelievo si applicherebbe a tutte le transazioni concluse a distanza tra i clienti di uno Stato membro e di una società non residente in quel Paese. Questa proposta avrebbe un impatto anche su Facebook, in quanto il suo modello di business è principalmente basato sulla pubblicità venduta alle aziende per i loro mercati nazionali.


Queste tre opzioni sono viste dalla Commissione come soluzioni a breve termine per garantire che le aziende digitalizzate paghino la loro quota equa di contributo. "Tutte le opzioni a breve termine hanno dei pro e dei contro". Tuttavia, queste opzioni potrebbero sollevare problemi in materia di trattati sulla doppia tassazione, norme sugli aiuti di Stato, libertà fondamentali, accordi di libero scambio e norme dell'OMC. Eppure "bisogna fare qualcosa" conclude la Commissione.

L'esecutivo Ue ritiene inoltre che la proposta "Common Consolidated Corporate Tax Base" offra una base di partenza per affrontare le sfide poste dall'erosione fiscale e dal trasferimento dei profitti dei giganti di Internet. "C'è spazio all'interno della proposta CCCTB per esaminare ulteriori miglioramenti", si legge in un comunicato. Gli Stati membri e il Parlamento europeo stanno esplorando le opzioni nei negoziati in corso sulla nuova proposta CCCTB. La Commissione ritiene tuttavia che la soluzione ideale per tassare l'economia digitale dovrebbe essere trovata a livello internazionale.

All'inizio del prossimo anno, l'OCSE presenterà una relazione intermedia sulla tassazione dell'economia digitale al G20. "L'UE si aspetta un alto livello di ambizione per quanto riguarda la relazione intermedia", si legge ancora nel comunicato. La Commissione vuole "opzioni politiche significative" che affrontino le sfide poste da queste imprese online. In particolare, dove viene creato il valore delle imprese e come dovrebbe essere attribuito ai fini fiscali.

La Commissione si allinea con la presidenza rotatoria dell'Estonia dell'UE per riesaminare le regole stabilite, senza presentare una proposta specifica al riguardo. Tuttavia, osserva che, per affrontare i potenziali rischi relativi allo spostamento dei profitti tra i Paesi, "regole anti-abuso potrebbero essere considerate per far rispettare la conformità" delle norme.





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