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di Miryam Magro MF Dow Jones News

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Con nuove elezioni in Germania Cdu rischia voti

20/11/2017 16:42

Per Matteo Villa, ricercatore dell'Ispi, andare al voto rischia di riproporre stallo attuale e di far perdere ulteriormente consensi al partito di Merkel. Il rischio maggiore per i mercati si riscontrerà invece nel medio periodo.

In Germania sono falliti i colloqui per la formazione di un nuovo Governo dopo le elezioni federali del 24 settembre. Il cancelliere Angela Merkel ha incontrato oggi il presidente della repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, per decidere il da farsi ed evitare il protrarsi dello stallo politico del Paese. Matteo Villa, ricercatore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi), illustra a MF-Dow Jones le ipotesi che Steinmeier potrebbe prendere in considerazione e l'impatto dell'instabilitá politica tedesca sui mercati.

Quali sono al momento le ipotesi da prendere in considerazione alla luce del fallimento della formazione di un nuovo Governo?

Le ipotesi sono due, la formazione di un Governo di minoranza oppure lo scioglimento del Bundestag e la decisione di indire nuove elezioni. Nel primo caso verrebbe però da chiedersi quanto possa durare un Governo di minoranza e quali partiti lo appoggerebbero. Dubbi che negli ultimi dodici anni sembravano essere del tutto estranei alla politica tedesca grazie alla grande stabilitá garantita da Merkel. Sembra di essere tornati al clima di incertezza che si respirava al tempo di Gerhard Schröder. Senza contare i limiti di un Governo del genere in termini di attivitá legislativa ed efficacia. Eppure il presidente Steinmeier oggi si è dichiarato favorevole a ogni tentativo che eviti nuove elezioni subito.

Quali sono invece i rischi connessi a nuove elezioni?

Se si andasse a nuove elezioni c'è il rischio che la Cdu, il partito di Merkel, perda ulteriormente consensi e che si riproponga così lo stesso stallo politico risultato dal voto di settembre. In questo modo non si farebbe altro che ritardare la formazione di un nuovo Governo a guida Merkel senza risolvere il problema di quale maggioranza lo sostenga e con quale programma.

Qual'è stata finora la reazione dei mercati alla notizia della mancata coalizione di Governo in Germania e cosa dovremo aspettarci per il futuro?

Il riflesso sui mercati, in particolare sul valutario, è stato velocissimo con l'euro che nella notte ha perso terreno salvo poi rimbalzare repentinamente. Fino a nuove elezioni non ci aspettiamo un riassestamento forte dei mercati. E' lecito attendersi un indebolimento dell'euro ma per quanto riguarda il fronte azionario non è detto che il Dax 30 registri delle perdite e trascini con sè le Borse europee, anzi oggi potrebbe persino chiudere in positivo. Nel breve periodo le piazze saranno sicuramente soggette a maggiore volatilitá ma il rischio maggiore si riscontrerá nel medio periodo, in particolare nei prossimi due anni. Quello che prevediamo è il riemergere di tensioni strutturali dovute alla questione relativa alla Brexit e alla riforma dell'Eurozona.

Come si traduce l'incertezza politica in Germania sul fronte della Brexit?

La speranza degli addetti ai lavori era che in Germania venisse confermato un Governo a guida Merkel prima del Consiglio europeo di metá dicembre, durante il quale Bruxelles deciderá se passare alla fase successiva dei negoziati con Londra e aprire le trattative commerciali con il Regno Unito. Il rischio ora è che la questione Brexit venga messa in secondo piano, a danno piú della Gran Bretagna che non dell'Unione europea, nonostante uno scenario del genere andrebbe ad intaccare la reputazione dell'Ue sulla propria capacitá di gestire e risolvere le crisi.

Quali sono invece i rischi per la politica monetaria dell'Eurozona?

Senza un Governo tedesco stabile, l'Eurozona rischia di ritrovarsi in una impasse maggiore rispetto a quella degli anni scorsi, con il ritardo dei negoziati sulla riforma dell'area euro. Inoltre, prima delle elezioni federali in Germania si era parlato di un'acquiescenza tedesca acontinuare con una politica monetaria accomodante seguendo il percorso tracciato dall'attuale presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, anche nel caso in cui a prendere la guida dell'Istituto dopo la scadenza del mandato di Draghi fosse stato il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann. Questa dinamica sarebbe stata certamente piú semplice con un Governo tedesco piú stabile. Dunque i giochi politici si riaprono e crescono gli interrogativi sul futuro della politica monetaria dell'Eurozona nei prossimi anni, sull'andamento dello spread e della moenta unica.





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