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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Consiglio Ue, la Germania blocca i progressi sull'Unione bancaria

16/12/2016 18:10

Fallito il tentativo di sbloccare lo stallo sul piano Ue per aumentare la stabilità finanziaria nel settore bancario. Il governo tedesco avrebbe spinto, secondo alcuni funzionari, per un indebolimento della dichiarazione congiunta finale dopo il vertice dei leader Ue

Il piano europeo sull’Unione bancaria è stato lanciato nel 2012 allo scoppio della crisi del debito sovrano e dopo che la crisi finanziaria del 2007-2008 ha forzato alcuni paesi dell’eurozona a sborsare 2 trilioni di euro per aumenti di capitale e garanzie nei confronti del comparto bancario.

Dopo aver concordato un piano di vigilanza unica per gli istituti di credito della zona euro, e le stesse regole per aiutare, senza il coinvolgimento pubblico, le banche in difficoltà, i 19 paesi della moneta unica hanno perso slancio e si sono arenati da mesi sulle trattative per come stabilire uno schema europeo di assicurazione dei depositi per proteggere I risparmiatori, il terzo e ultimo pilastro dell’Unione bancaria. 

Gli stati sono anche in disaccordo sull'opportunità di istituire uno strumento di garanzia che intervenga a fornire liquidità in ultima analisi, un cosiddetto backstop o paracadute finanziario. Ma la  Germania, la più grande economia della zona euro, si oppone alla condivisione dei rischi prima che i paesi dell'Europa meridionale, con settori bancari in difficoltà, abbiano ripulito i bilanci dei loro istituti di credito e ridotto il proprio rischio sistemico.

“Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di completare l'Unione bancaria in termini di riduzione e di condivisione dei rischi nel settore finanziario, nell'ordine appropriato," si legge nelle conclusioni di ieri del vertice dei leader europei.

Un ordine appropriato che per i tedeschi significa che, in primo luogo, le banche di paesi come l'Italia o il Portogallo devono rimettersi in sesto, sbarazzandosi, ad esempio, dei crediti inesigibili. E solo più tardi gli Stati più ricchi acconsentiranno ad accantonare le proprie risorse in fondi comuni per proteggere i depositi e gli istituti di credito da problemi futuri.

Una versione iniziale delle conclusioni del vertice, invece, circolata tra i diplomatici e vista dalla Reuters, sosteneva che le misure di riduzione del rischio fossero state già state approvate ed apriva di conseguenza la strada ad una maggiore condivisione del rischio.

A novembre la Commissione europea ha proposto nuovi requisiti di capitale per le banche del blocco introducendo norme più rigorose concordate a livello internazionale per rendere gli istituti più solidi. Ma la Germania e l'Olanda avevano osservato che le nuove misure non erano sufficienti per ridurre i rischi suggerendo requisiti più severi. I due governi si sono quindi opposti a quanto previsto dalla bozza iniziale del Consiglio Ue e, con successo, hanno spinto per la modifica del testo, secondo quanto riferito da due funzionari Ue alla Reuters.

Oltre le tematiche bancarie, all’ordine del giorno del vertice di ieri figurava anche l’implementazione dell’accordo Ue-Turchia, la riforma del sistema comune di asilo europeo e la strategia globale europea nel settore della sicurezza e delle difesa. Infine si è discusso dei progressi economici, dello sviluppo sociale e delle politiche giovanili.





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