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di MF Dow-Jones News

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Crisi Grecia, c'è l'accordo con i creditori

02/05/2017 10:03

Intesa raggiunta su misure di austeritá e revisioni economiche per ottenere la prossima tranche di aiuti. Obiettivo delle riforme è ottenere risparmi pari al 2% del pil. Ora non resta che coinvolgere l'Fmi

Dopo l'ultima lunga notte di negoziati, è arrivato l'accordo. Secondo l'intesa raggiunta, il Governo ellenico si è impegnato a portare a termine ulteriori tagli fiscali con riforme del sistema pensionistico, oltre a rivedere il proprio mercato del lavoro, con privatizzazioni e revisioni finalizzate a rendere l'economia piú competitiva. 

"C'è stata la fumata bianca. I negoziati sui problemi della Grecia sono stati completati", ha dichiarato il ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos dopo l'incontro con una delegazione di creditori.  L'accordo dará il via alla prossima tranche di aiuti per il salvataggio di Atene, che dovrá restituire circa 7 miliardi di euro a luglio.

Nel testo concordato, lungo 27 pagine, è contenuto un ampio pacchetto di misure. Sul fronte fiscale, è prevista l'eliminazione delle agevolazioni fiscali per le isole dalla fine del 2016, mentre le modifiche alla tassa sugli immobili (Enfia) arriveranno a partire da settembre. E' stata inserita inoltre l'abolizione delle agevolazioni fiscali per i carburanti ad uso agricolo e si punta ad una migliore distribuzione degli sgravi per il gasolio da riscaldamento nel 2016. Modifiche anche alla tassazione sulla stazza dei cargo per le imprese mercantili. Uno dei punti cardine dell'accordo è il rafforzamento dei controlli fiscali personali e sui servizi di trasporto da parte della Finanza. Altro tema caldo, è la revisione del sistema della previdenza sociale, in cui è è previsto una graduale abolizione delle pensioni anticipate e uu innalzamento limite pensione a 67 anni. Si punta ad un risparmio annuale dello 0,5% del Pil.

Sul fronte della Pubblica Amministrazione, è stata sancita l'apertura dell'accesso alle professioni come ingegneri e notai, la riduzione della burocrazia e accelerazione delle procedure per autorizzare investimenti a basso rischio; nuove proposte per ridurre i ritardi nei procedimenti giudiziari. Per quanto riguarda le privatizzazioni, alla base dell'accordo c'è l'attuazione delle riforme di mercato sui prodotti proposti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), con una correzione delle misure per la ripresa adottate di recente. Resta l'attuazione del programma di privatizzazioni già avviato dal fondo Taiped e l'attuazione piano integrato per la ricapitalizzazione della liquidità delle banche e gestione dei crediti inesigibili. Per i comparti agricolo, farmaceutico, dell'energia e dei prestiti, è stata concordata la ridefinizione del lavoro di agricoltore, la deregolamentazione del mercato dell'energia e la sua piena liberalizzazione entro il 2018; la riduzione dei prezzi dei farmaci generici e ritorno alla prescrizione dei medicinali; la rimozione del tetto del 25% nei pignoramenti di salari e pensioni e riduzione di tutti i limiti sui sequestri fino a 1.500 euro; le modifiche alla rateazione per restituzione dei prestiti ed esclusione da questa dei debitori insolventi.

La settimana scorsa il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che un accordo sul debito potrebbe essere raggiunto in occasione della riunione dell'Eurogruppo, in programma per il 22 maggio. L'Ue conferma, ma parla di accordo "tecnico", non ancora politico, "c'è bisogno di una valutazione politica che verrà fatta nelle telefonate che Juncker ha in programma con Merkel e con Hollande. Inoltre ci sarà una teleconferenza degli sherpa Ecofin che farà il punto", ha detto la portavoce della Commissione, Annika Breithardt, precisando di non poter commentare l'intesa, "le istituzioni e le autorità elleniche hanno raggiunto un accordo di principio su base tecnica, ora come prossimo passo sarà fatta una valutazione politica". Per Wolfgang Schäuble, minstro delle Finanze tedesco, l'accordo con i creditori internazionali è un importante passo intermedio verso l'uscita della Grecia dalla crisi. Tuttavia, per il ministro è necessaria maggiore chiarezza sul surplus di bilancio primario del Paese ellenico.

A questo punto l'obiettivo rimane coinvolgere il Fondo Monetario Internazionale nel piano di salvataggio della Grecia. Il Fmi, che ritiene insostenibile il debito del Paese, non ha ancora ufficialmente aderito al salvataggio di Atene.  Il Fmi sostiene però che la Grecia non possa mantenere un surplus primario di bilancio elevato, a meno che non adotti ulteriori misure di auesterità e gli sia concessa una riduzione del debito da parte dell'Unione europea. Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa britannica Reuters, in una bozza di documento il Fondo affermerebbe che la Grecia potrebbe raggiungere un surplus primario del 2,2% nel 2018 e mirare al 3,5% ogni anno nel 2019-2021 se venssero implementate le nuove misure concordate con i suoi creditori. Nel documento viene inoltre suggerito che l'obiettivo del surplus venga ridotto all'1,5% del Pil nel lungo periodo.

Sul fronte obbligazionario, il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato greci e i Bund tratta in contrazione a 591 punti base, in calo di 12 pb, dopo che la Grecia e i suoi creditori internazionali hanno trovato un accordo sul salvataggio del Paese, spianando la strada nei colloqui per una riduzione del debito ellenico. Nel complesso, non ci sono variazioni di rilievo nello spread fra i redimenti sui bond degli altri Paesi dell'Eurozona e quelli tedeschi.

 





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