EurActive.it

Home > Interviste > Dalla Brexit possono esserci solo "perdenti"

di Daniela Vincenti | Traduzione di Miryam Magro

Facebook Twitter Linkedin
Dalla Brexit possono esserci solo "perdenti"

27/04/2017 09:38

Graham Watson, membro del Parlamento europeo ed ex leader del gruppo liberale (Alde), spera che il premier inglese May perda le prossime elezioni in Gran Bretagna, e che i cittadini si rendano conto dell'errore Brexit.

Quali sono i suoi timori e le speranze per questo periodo di negoziati lungo due anni?

La mia paura è che le profonde divisioni del Partito conservatore non saranno più facilmente gestibili per Theresa May, come non lo sono state per i suoi recenti predecessori. Anche con un mandato elettorale "personale", che potrebbe potrebbe garantirle un periodo di tregua dopo l'8 giugno, l'argomento continuerà a tornare. E se il primo ministro non sarà in grado di far passare le sue politiche attraverso il parlamento, i negoziati con i 27 Paesi Ue saranno quasi impossibili. La mia unica speranza è che qualcosa vada storto, che May perda le elezioni e che i cittadini si rendano conto che la Brexit è stata un errore, consentendo ad un nuovo ministro (liberale democratico) di invertire tutto il processo dell'articolo 50. Ma questo scenario sembra altamente improbabile.

Nelle circostanze attuali, quale tipo di regime commerciale dovremmo auspicare?

Il modello norvegese sembra il migliore, tempisticamente realizzabile e il più ovvio.

L'effetto diretto di Brexit sulle finanze pubbliche sarebbe quello di risparmiare sui pagamenti correnti nel bilancio dell'Ue. Ma ogni risparmio potrebbe essere annullato se Brexit provoca una perdita del Pil abbandonando il mercato unico. Su molti peserà la perdita delle sovvenzioni comunitarie e il finanziamento regionale. Chi guadagnerà o perderà complessivamente dalla Brexit?

Possono esserci solo perdenti da Brexit, finanziariamente e non. La mia ipotesi è che il Regno Unito perderà di più rispetto agli altri Paesi Ue. 

Con oltre due milioni di lavoratori Ue già presenti nel Paese, qualsiasi riduzione sostanziale di tale numero potrebbe avere effetti negativi. Cosa significherà la Brexit per la forza lavoro britannica?

La competitività economica del Regno Unito dipende in misura notevole dalla manodopera relativamente a basso costo degli immigrati. Particolarmente nel campo agricolo, della salute e della cura per gli anziani. Senza lavoratori stranieri, per esempio, i nostri macelli avrebbero chiuso. Mi sembra improbabile che coloro che hanno votato per andarsene apprezzeranno di dover diventare vegetariani.

Il Regno Unito è spesso visto a livello internazionale come un gateway per l'Europa, a causa di fattori quali la lingua, i talenti internazionali e la sua bassa regolamentazione del mercato rispetto ad altri membri dell'Ue.  Rimarrà tutto così?

Alcuni di questi vantaggi rimarranno. Ma a medio e lungo termine si potrebbe pensare che Londra perdererà terreno a favore degli altri centri finanziari europei.

I lavoratori dell'Ue  stanno già lasciando a seguito di Brexit. Theresa May non sta riuscendo a rassicurare i lavoratori dell'Unione che vivono nel Regno Unito?

May ha chiaramente fallito nel placare i timori della gente.

Pensa che le prossime elezioni potrebbero rassicurare i lavoratori europei nel Regno Unito?

e' improbabile che le elezioni diano sufficenti certezze su come sarà la vita post-Brexit. Infatti, uno dei maggiori inconvenienti del processo di uscita dall'Unione è l'incertezza che regnerà per lungo tempo in Gran Bretagna.

I lavoratori dell'UE sono assunti con stipendi inferiori a volte di quelli britannici. Ci sarà un aumento dei salari?

L'inflazione dei prezzi al consumo pesa già sul Regno Unito in scia alla Brexit. L'aggiunta di un'aumento dei prezzi salari impatterebbe ulteriormente sugli standard di vita degli inglesi.

Come possono i datori di lavoro del Regno Unito prepararsi al meglio all'impatto di Brexit sulla loro forza lavoro proveniente dall'Unione europea?

Con un aumento della meccanizzazione, maggiore attenzione alla formazione dei lavoratori non qualificati. Ma tutto ciò  comporterà probabilmente maggiori costi.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154