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di Monique Goyens | BEUC, traduzione di Barbara Pianese

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Dieselgate, il parlamento Ue ha un'opportunità storica

07/02/2017 18:30

Il 9 febbraio gli eurodeputati si esprimeranno sulle misure necessarie per evitare un altro dieselgate. Per Monique Goyens, direttore generale di Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori, la Commissione europea deve essere responsabile della supervisione dei test sui veicoli

Giovedì 9 febbraio gli eurodeputati si esprimeranno sulle misure necessarie per evitare che un altro dieselgate scoppi in Europa. In quella che è l’opportunità della generazione per rimettere le cose a posto, i deputati devono trovare un accordo sulla riforma del sistema di approvazione e verifica delle prestazioni di un veicolo. Questo a sua volta aiuterà a ricostruire la fiducia dei consumatori nel settore automobilistico.

Beuc, e le nostre organizzazioni membre in tutta Europa, da tempo chiedono modifiche ai regolamenti comunitari in materia di test auto. Riteniamo che questo sia importante perché quando si tratta di  informazioni sul consumo di carburante ed emissioni, sappiamo che i consumatori possono essere ingannati su vasta scala. E da quando lo scandalo Dieselgate è venuto alla luce a settembre 2015, i problemi associati con il labirinto dei test europei sono risultati chiari.

Conflitti di interesse

Uno dei temi più scottanti è stata la stretta relazione che si è sviluppata negli ultimi dieci anni tra case automobilistiche, autorità nazionali e laboratori privati. Una relazione che ha messo in dubbio l’indipendenza dell’attuale sistema di supervisione europeo.

I conflitti di interesse emersi sono stati messi in luce  come mai prima dalla commissione d’inchiesta del Parlamento sul dieselgate.  Il tema è stato messo nero su bianco dall’authority del Lussemburgo in una delle audizioni della commissione. Per spiegare il motivo di così tante omologazioni di auto nel Granducato, il rappresentante in questione ha spiegato: "perché il Lussemburgo? Il Lussemburgo è neutrale. Per una società tedesca chiedere l'omologazione in Lussemburgo è più naturale che andare in Francia, dove forse sentono di più la presenza dei concorrenti, e viceversa".

È questo il tema. Avere un sistema neutrale in Europa è essenziale per il funzionamento stesso del mercato unico. Senza ciò il sistema fallirebbe di certo perché ogni stato membro proteggerebbe i suoi interessi. Il dieselgate è stato sintomatico di questo fallimento.

L’inazione degli Stati membri

I tentativi, o meglio la loro mancanza, degli Stati membri di far rispettare le regole sono stati patetici come illustrato dalla gestione del caso Volkswagen da parte della Germania (ancora non sono state implementate sanzioni dalle autorità tedesche), e dalla più recente risposta dell’Italia rispetto al supposto impianto di manipolazione che potrebbe aver utilizzato Fiat.

In definitiva, il sistema attuale non funziona nell'interesse dei consumatori. Un cambiamento alla base è necessario e questo è il motivo per cui la Commissione europea deve essere responsabile della supervisione dei test sui veicoli.

Target quantificabili sono essenziali per assicurare che gli Stati membri e la Commissione effettuino un numero minimo di controlli sul mercato ogni anno. Una maggiore trasparenza significherebbe che tutti gli attori coinvolti siano ritenuti responsabili. E in definitiva la normativa deve assicurare la possibilità al consumatore finale di ottenere risarcimenti quando vengono a galla illeciti.

Il Parlamento ha un'occasione d'oro per dare spunti alla Commissione in modo da rivedere le norme esistenti e lavorare per ottenere la collaborazione anche degli stati membri e una modifica ottimale del sistema attuale.

E riconosciamo che ciò, naturalmente, non riguarda solo i consumatori che ottengono migliori informazioni, ma anche la protezione della nostra salute, dell'ambiente e il miglioramento della sicurezza stradale. Per questa generazione e la prossima, cogliamo l'occasione per ristabilire la fiducia dei consumatori nel settore automobilistico.





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