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di Luciano Mondellini - Milano Finanza

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Dieselgate, ora tocca a Daimler

14/07/2017 09:47

Dopo le rivelazioni della stampa i vertici di Stoccarda sono stati convocati dal governo. La casa tedesca avrebbe immatricolato dal 2008 al 2016 oltre 1 milione di auto con un valore non consentito di emissioni. Perquisiti 11 stabilimenti in cui si producono Smart e Mercedes

Il sospetto del Dieselgate si è abbattuto ieri anche su Daimler.

Secondo quanto rivelato dalla Sueddeutsche Zeitung infatti oltre un milione di auto della casa di Stoccarda presieduta da Dieter Zetsche potrebbe essere coinvolto in un’operazione di manipolazioni sulle emissioni dei gas di scarico. Daimler in particolare avrebbe venduto per circa un decennio - dal 2008 al 2016 - oltre 1 milione di auto con un alto valore non consentito di produzione di sostanze inquinanti sia in Europa che negli Stati Uniti.

E ieri il comitato d’inchiesta del ministro dei Trasporti tedesco ha convocato a Berlino i vertici della società per ulteriori chiarimenti dopo che la procura di Stoccarda ha perquisito 11 stabilimenti tedeschi in cui si producono Mercedes e Smart. Nel dettaglio gli investigatori sospettano che Daimler (ovvero il primo produttore di automobili premium a livello mondiale) abbia utilizzato un dispositivo simile a quello sfruttato illegalmente da Volkswagen, che nel 2015 ha ammesso di aver manipolato i dati sulle emissioni nocive di oltre 1 milione di veicoli diesel a livello mondiale.

Il software del motore fa funzionare il sistema di filtraggio delle emissioni ad un livello più elevato quando rileva che il veicolo è sottoposto a test regolamentari. Gli investigatori di Stoccarda ritengono che le automobili Mercedes dotate dei motori OM 642 e OM 651 filtrino fra il 95 e il 99 %di ossidi di azoto nocivi in condizioni di prova ma solo tra 35 e 85% in condizioni di reale guida su strada. Tali motori equipaggiano più di un milione di automobili e furgoni di Daimler, tra i quali figurano le Mercedes delle classi C, E ed R.

Secondo il mandato di perquisizione, i procuratori hanno cercato di recuperare le email scambiate tra 99 impiegati di Daimler, uno dei quali è membro del consiglio di amministrazione del gruppo. Due dipendenti Daimler della squadra che ha creato il software sono sotto indagine formale sul sospetto di frode e pubblicità ingannevole.

Ma i funzionari credono che siano coinvolte ancora più persone e che i sospetti saranno aggiunti all’indagine.
Bisogna ricordare inoltre che Daimler è attualmente alle prese anche con un’inchiesta del Dipartimento di giustizia statunitense, così come una serie di azioni legali collettive che la accusano di pubblicità ingannevole. Bisogna dire però che il titolo Daimler non ha sofferto un granché in borsa dato che l’azione ha perduto soltanto lo 0,5% (a 65,15 euro) dopo un inizio complicato delle negoziazioni.





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