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di Barbara Pianese

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Dieselgate, Ue chiede modifica omologazioni auto

09/02/2017 16:55

La Commissione per il mercato interno del Parlamento europeo ha chiesto maggiori poteri Ue in materia di controlli, ma si dovrà ottenere l'ok degli Stati membri. Elkann (Fca), su emissioni collaboriamo con tutti. JP Morgan ha acquistato lo 0,25% di Fca e ha portato la quota in Ferrari a quasi lo 0,5%

La Commissione per il mercato interno del Parlamento europeo ha oggi emendato le regole per le omologazioni di automobili, con l'obiettivo di prevenire le frodi sulle emissioni inquinanti. La proposta di nuove regole era stata presentata dalla Commissione europea poco più di un anno fa, in risposta allo scandalo delle emissioni truccate da parte di Volkswagen, per dare più poteri all'esecutivo comunitario in materia di controlli. Ora il provvedimento dovrà essere approvato in una delle prossime sessioni plenarie del Parlamento europeo per poi essere negoziato con i 28 Paesi al Consiglio Ue.

Come ha spiegato l'eurodeputato Daniel Dalton, il conservatore inglese relatore del dossier, con gli emendamenti approvati è prevista "una maggiore verifica del lavoro dei centri in cui si effettuano i test e delle autorità nazionali che approvano i veicoli ma anche chiari obblighi sulla sorveglianza di mercato delle auto già su strada e poteri di vigilanza indipendente per la Commissione, in modo che possa direttamente fare test e controllare che lo facciano anche le autorità nazionali".

Anche se, ha ammesso Dalton, non si può garantire che non succeda un altro scandalo Volkswagen, "questo sistema a tre controlli, assieme ai nuovi test Rde (real driving emissions, emissioni in condizioni di guida reale, ndr) approvati l'anno scorso, rendono molto improbabile che un produttore di auto prenda un tale rischio in futuro". 

Fca è nell'occhio del ciclone in diversi Paesi europei e negli Usa relativamente alla vicenda dieselgate. "Ci sono tanti casi che si stanno aprendo, noi collaboriamo con ognuno ma non abbiamo assolutamente novità", ha commentato oggi il presidente del gruppo italo-americano, John Elkann. Il 6 febbraio la Direction de la répression des fraudes (Dgccrf) in Francia ha deciso di trasmettere gli atti dei suoi accertamenti alla magistratura parigina, a cui spetterà decidere se procedere o meno. Invece in Germania sembra vicino un accordo per dirimere la controversia tra le autorità tedesche, che accusano Fca di irregolarità nelle emissioni, e quelle italiane.

I problemi della casa automobilistica non sembrano aver preoccupato JP Morgan Chase che ha acquistato azioni Fca e Ferrari nell'ultimo trimestre dello scorso anno. In particolare, la banca Usa ha più che raddoppiato la quota in Ferrari portandola a quasi lo 0,5% per un valore di oltre 52 milioni di dollari e ha acquistato 3,55 milioni di azioni Fca, pari a circa lo 0,25% del capitale, per un controvalore di quasi 35 milioni. Nello stesso periodo JP Morgan ha ridotto l'esposizione su General Motors da 43 a 34 milioni di azioni per un valore di 1,2 miliardi.

Russell Investment è poi entrato in Fca con l'acquisto di oltre 14 milioni di azioni, quasi l'1% del capitale, per un controvalore di 127 milioni di dollari. Tra gli ultimi aggiornamenti sulle partecipazioni, Aquamarine Capital Management ha lasciato invariate le quote in Fca, Ferrari e General Motors che in totale rappresentano oltre il 30% del valore degli asset in gestione pari a 150 milioni di dollari.

Sul listino milanese il titolo Fca al momento scambia a quota 10,15 euro (+2,32%). 

 





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