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di Elisabetta Rovis - Mf-DowJones News

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Dijsselbloem, non scaricare problemi banche su debito

04/09/2017 16:25

Salvare le banche comporta costi molto alti, per questo il presidente dell'Eurogruppo ha ribadito l'importanza di meccanismi come il bail-in. Trasformare in debito pubblico le perdite dovute ai crediti in default degli istituti non fa altro che peggiorare la situazione

"La trasformazione dei problemi bancari in debito pubblico l'abbiamo vista ovunque. Salvare le banche costa caro. Per questo sono tanto a favore di avere un meccanismo come il bail-in, che protegge i contribuenti".

Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, in un'intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che "naturalmente in Italia ci sono enormi problemi ereditati dal passato e una clientela al dettaglio esposta sulle obbligazioni. C'è ancora un prezzo da pagare e temo che coinvolgerá del denaro pubblico, lo abbiamo giá visto. Ma su una base piú di lungo termine mi sento molto motivato a proteggere i consumatori il piú possibile. Ovunque in Europa la gente comune deve pagare un prezzo enorme per salvare le banche: non riesco proprio a difendere un'idea del genere".

La questione centrale, secondo il presidente dell'Eurogruppo, "riguarda chi si fará carico delle perdite dovute ai crediti in default delle banche e quando le si assumono in pieno. Continuare a spostarle verso il futuro, trasformandole in debito pubblico, non risolve. Al contrario, in questo modo le perdite si accumulano. Quando si tratta di chiedersi se delle istituzioni private si debbano prendere delle perdite, credo che la risposta debba essere affermativa. Questo implica burden sharing per i privati".

"In altri Paesi - prosegue Dijsselbloem - il debito sta giá scendendo e sono sicuro che inizierá a calare anche in Italia. Se non quest'anno, il prossimo. La differenza è che l'Italia sta ancora gestendo i problemi delle banche e questo ritardo è legato al fatto che non ha avuto all'inizio della crisi il collasso del sistema finanziario che abbiamo vissuto noi olandesi o i britannici. Questo spiega perchè il debito stia ancora salendo. Ma scenderá: vedo un'economia che migliora, banche che riprendono a fare credito. Guardo al lato positivo".

Al Forum Ambrosetti a Cernobbio, riporta il Corriere, Dijsselbloem ha rimesso in gioco la sua reputazione di "falco", molto sensibile alle istanze di Berlino e poco a quelle di Roma o Parigi. Il presidente dell'Eurogruppo si è infatti rivolto a italiani e tedeschi, dicendo che "dovete iniziare un negoziato tra di voi perchè dobbiamo andare avanti con l'Unione bancaria". La trattativa riguarda la riduzione dell'esposizione in titoli del Tesoro di Roma da parte delle banche tedesche, ritenuta pericolosa, in cambio di un assenso di Berlino alla "condivisione dei rischi" con una garanzia europea sui depositi dei risparmiatori. "Le concessioni possono procedere in parallelo - afferma il presidente dell'Eurogruppo - ma dovete iniziare a parlarne tra voi".

Infine, in merito alla rivalutazione dell'euro, Dijsselbloem spiega che "ha piú a che vedere con ciò che sta accadendo negli Stati Uniti con ciò che accade in Europa. E non dico altro".





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