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di Ettore Bianchi - ItaliaOggi

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Doganieri Ue sul muro bulgaro

21/04/2017 09:39

Pattuglie miste controllano la frontiera con la Turchia per impedire le immigrazioni. La barriera metallica si estende per 270 chilometri

A controllare la frontiera fra la Turchia e la Bulgaria ci sono delle nuove guardie europee. E questo nonostante la Commissione Ue non abbia mai sostenuto l'iniziativa bulgara di costruire una barriera anti immigrazione, in risposta all'afflusso di migliaia di rifugiati, principalmente siriani, provenienti dalla Turchia, specialmente nell'inverno 2013. Le autorità bulgare hanno sigillato la frontiera con la Turchia con una recinzione lunga 270 chilometri. 

Se in un primo tempo, nel 2014, la barriera era formata da rulli di filo spinato alti tre metri, adesso, di fonte all'aumentare dei flussi migratori, la barriera si trasformata in un muro composto da pesanti pannelli metallici, posati uno vicino all'altro, in un solido Meccano. «E' provvisorio» non smette di ripetere l'ufficiale bulgaro Vorsil Doychinov, come se ripetesse un disco fornito dalla Commissione europea.

E' lui che dirige le forze di polizia che sorvegliano il muro, come ha riportato Le Figaro. Sono sotto la sua tutela gli agenti tedeschi che fanno parte di qualcosa come 150 persone dell'Agenzia europea dei guardia-frontiere e dei guardia-coste (che ha sostituito Frontex nell'ottobre 2016) inviati in Bulgaria.

La crisi migratoria ha spinto le capitali europee a conferire un mandato di polizia a una struttura unificata, l'Agenzia europea dei guardia-frontiere e dei guardia-coste, appunto, che possiede più mezzi e più uomini. Questa Agenzia ha piazzato sulla frontiera sigillata tra la Bulgaria e la Turchia sette camion da perlustrazione, 40 auto da pattugliamento, oltre a strumenti di videosorveglianza e sei équipe canine e all'incirca 100 agenti di differenti nazionalità della Ue per tenere sotto controllo il confine giorno e notte.

Le telecamere piazzate su alti piloni lungo la frontiera permettono di veder arrivare gruppi di migranti a distanza di parecchi chilometri, quando sono ancora all'interno della Turchia. In caso di allarme, le autorità turche vengono chiamate e le auto dei guardia-frontiere bulgare e quelli dell'agenzia europea vengono piazzati sul posto.

Le pattuglie sono obbligatoriamente miste, sotto il comando bulgaro e sono collegate tutte le 12 ore. Le guardie dell'Agenzia europea possono sorvegliare, dare l'allarme, aiutare, ma in nessun modo interpellare o interrogare da soli chi passa la frontiera. E' stata giudicata una collaborazione efficace. Un ex ministro bulgaro ha raccontato che la presenza di questa polizia europea ha permesso di mettere fine agli intrallazzi tra i doganieri bulgari e i trafficanti.

Inoltre, l'Agenzia europea ha delle proprie statistiche sul passaggio dei confini da parte dei migranti, fatto che spinge i doganieri bulgari a essere più seri. Nel mese di marzo 2017, i tentativi di entrare in Europa sono risultati insignificanti secondo il capo delle guardie di polizia che presidiano la frontiera bulgaro-turca. Al centro di Lyubimets, a una trentina di chilometri dalla frontiera, il luogo dove le truppe conducono i migranti che vengono arrestati, sono rimasti soltanto 400-500 persone.

Il muro ha solo una funzione dissuasiva. I migranti capiscono che non devono oltrepassarlo, ma non potrà resistere a un'ondata importante di migranti se le autorità turche decidessero di invitare i rifugiati che ha accolto finora a guadagnare la via dell'Europa.





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