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di Davide Annarumma - MF Dow Jones News

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Draghi il più coraggioso e innovativo

12/06/2017 17:41

Per Philippe Ferreira, cross asset strategist di Lyxor (sgr di Societe Generale), il presidente della Bce ha dimostrato molta intuizione nella gestione della politica monetaria europea.

La Banca centrale europea ha modificato alcune parole del suo bollettino mensile di politica monetaria. Quando ritiene che ci sará l'annuncio del tapering e il rialzo dei tassi d'interesse?

Abbastanza tardi. Draghi può gestire le aspettative, poichè l'inflazione è ancora sotto il target della Bce. Draghi ha però una finestra temporale limitata, è molto colomba nelle sue comunicazioni e prova a guadagnare dalla Fed che è leggermente piú rialzista, per tenere basso il valore dell'euro e mantenere il suo tono accomodante e implementare il tapering piú tardi possibile, poichè i rischi rimangono elevati in Europa. La crescita non è così solida in Europa, deve aspettare nuovi dati per inasprire la politica monetaria. Ritengo che non fará nulla fino a settembre, aggiungerá forse che i rischi sono leggermente diminuiti e proverá a tenere l'euro sotto quota 1,10 contro il dollaro. Alla fine dell'anno, se i dati economici miglioreranno, se
l'inflazione aumenterá, potrá pensare ad un inizio del tapering nel 2018, ed un aumento dei tassi dopo questo evento. Draghi sará ancora
innovativo, è stato il banchiere centrale piú innovativo dei nostri tempi, grazie alle sue intuizioni, seguendo le orme della Fed e combattendo  'opposizione dell'opinione pubblica tedesca. E' stato molto coraggioso e non cambierá corso.

Dopodomani si riunirá il Fomc della Fed. Ritiene sia ancora possibile un incremento dei tassi d'interesse?

Penso che sia molto probabile. La Fed lo ha giá preannunciato negli ultimi tempi, ma i banchieri temono che che i dati del mercato del lavoro si trasformeranno un livello di inflazione piú alto, vogliono premunirsi, avendo dello spazio per aumentare i tassi in caso di una nuova crisi. Il costo del denaro resta basso, la pressione dei mercati è diminuita e gli investitori reagiscono bene agli aumenti. Per quanto riguarda le prossime riunioni ci sono piú interrogativi. Le aspettative dei mercati sono diminuite molto. Ritengo che la Fed aspetterá di avere un livello stabile di inflazione prima di procedere a nuovi incrementi. Potrebbero saltare quello previsto a settembre, perchè manca la crescita dei consumi.

Pensa che una riduzione del bilancio della Banca Centrale sia all'orizzonte?

La Fed inizierá a discutere presto alcune proposte concrete a riguardo, e lavorerá con la prospettiva di fornire una guidance a settembre, per metterla in pratica entro il 2018. Ci aspettiamo un decremento molto graduale del bilancio, che provi a minimizzare l'impatto per i mercati. I membri del Fomc vogliono trasformare i loro incontri in un non-evento. La Fed rimarrá colomba dal punto di vista della comunicazione, e vorrá essere prima sicura dal punto di vista dei dati economici. Ci sono molti settori dell'economia che mandano segnali conflittuali: la crescita del Pil non è così robusta, i consumatori non spendono molto, le imprese non investono abbastanza: la Fed non vuole prendersi il rischio di causare la prossima recessione.

L'amministrazione Trump ha proposto alcune riforme fiscali, e promesso di raggiungere un livello di crescita del 3%. Ritiene che questo obiettivo sia concretamente ottenibile? Quando potremmo iniziare a vedere i primi segnali della riforma?

I mercati sono abbastanza delusi. L'amministrazione Trump non ha esperienza politica, e si pensava che avere la maggioranza repubblicana al congresso bastasse per portare avanti le riforme. C'è invece bisogno di negoziare con i democratici. La riforma sanitaria non è stata molto convincente, e il taglio delle tasse proposto manca di molti dettagli. Vedremo la riforma fiscale probabilmente ad inizio 2018. Non si capisce bene però come riusciranno a ripianare le minori entrate che derivano dal taglio delle tasse. La riforma fiscale è necessaria e se ne è discute da molti anni. Ora che il congresso è repubblicano dovrebbe essere piú semplice, ma non semplicissimo.

Questa settimana ci sono state diverse elezioni, quelle in Gran Bretagna, il primo turno delle legislative in Francia e le amministrative in Italia. Pensa che il rischio politico sia calato?

Il rischio è diminuito dopo le elezioni parlamentari francesi, dove c'erano molte preoccupazioni riguardo la possibilitá di una vittoria del Front National. Macron ha ottenuto una grande maggioranza ed il rischio è diminuito in Francia, così come in Spagna, ma rimane elevato. Trump, negli Stati Uniti, è abbastanza imprevedibile; aveva idee molto chiare riguardo la Nato ed altre Organizzazioni, le ha cambiate di recente, ma non è convincente, le sue reazioni sono veramente molto impulsive. Il rischio politico rimane elevato nel Regno Unito, dove affronteranno le negoziazioni della Brexit. La Germania sará un non-evento per i mercati. L'Italia rimane un punto interrogativo, i sondaggi sono preoccupanti, ma sappiamo che il Paese è stato instabile a lungo dal punto di vista politico. Tuttavia, i mercati non si stupiscono piú di tanto, poichè continua a funzionare. Il settore bancario è frammentato ma andrá incontro a un rafforzamento, ci sono nuovi nomi molto interessanti. Il Paese desta ancora preoccupazione e se il Movimento 5 Stelle prendesse la
maggioranza, potrebbe inviare messaggi conflittuali sull'euro e sul debito sovrano.

Per quanto riguarda il Regno Unito, ritiene che il primo ministro Theresa May riuscirá a realizzare quanto ha promesso?

Non credo proprio. Ha formato una coalizione debole, con una maggioranza risicata. Ritengo che non sará primo ministro molto a lungo, ha poca credibilitá per le negoziazioni della Brexit. Potrebbe esserci un'altra elezione anticipata ad inizio 2018, e un altro primo ministro del suo partito non sarebbe in una situazione migliore. Tuttavia, nel caso in cui il governo fosse a guida laburista, sarebbe ugualmente negativo per i mercati. Sembra non ci sono opzioni positive per il Regno Unito.





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